NEO



NEO, nata inizialmente sotto il nome di Antshares, è la prima piattaforma decentralizzata e distribuita sviluppata interamente da un team di developers cinesi. Creata nel 2014, la sua mission è quella di reinventare il concetto di business e commercio tra aziende.

Questa piattaforma, attraverso la blockchain e l’utilizzo dell’identità digitale, vuole dare la possibilità ai propri utenti di digitalizzare gli asset presenti nel mondo reale (per asset intendiamo un qualsiasi tipo di bene) trasformandoli in dati informatici e favorendone così la loro registrazione, il loro deposito, la loro negoziazione, compensazione o liquidazione. Tutto questo processo è sostenuto da una rete peer-to-peer. NEO dà la possibilità agli utenti di realizzare i propri interessi senza il bisogno di affidarsi all’intervento di terze parti o intermediari.

Ovviamente gli smart-contracts (letteralmente contratti intelligenti, anche se potremmo definirli contratti digitali) implementati da NEO, combinati all’utilizzo della identità digitale, daranno la possibilità di creare i veri e propri contratti vincolanti da un punto di vista legale. Il loro impiego, come per Ethereum, rendono possibile la costruzione di vere e proprie applicazioni decentralizzate.

L’obiettivo di NEO è quello di dare ai soggetti la più ampia possibilità di autodeterminarsi e di autogovernare i propri beni, creando le condizioni per lo sviluppo di una “smart economy”.

Digital Assets

I digital assets sono degli asset che troviamo sotto forma di dati elettronici. La tokenizzazione degli assets permetterebbe una maggiore trasferibilità dei crediti e dei beni allargando le opportunità di investimento e favorendo lo sviluppo della sharing economy. Attraverso la tecnologia blockchain la digitalizzazione degli assets potrà essere raggiunta senza la necessità di un rapporto fiduciario tra le parti; sarà tracciabile e controllabile, altamente trasparente e libera da intermediari che pretenderebbero commissioni.



Digital Identity

L’identità digitale è un sistema di identificazione di persone fisiche, organizzazioni e altri enti. L’identità digitale fa capo ad una chiave pubblica crittografata in cui sono conservate le informazioni che rendono il soggetto identificabile (come se fosse una firma digitale). Gli standard di riconoscimento in NEO saranno aumentati fino ad arrivare all’utilizzo di impronte digitali, sistemi di riconoscimento facciale, two-factor-autentication ecc… Ciò sarà possibile grazie ai continui passi avanti che sta compiendo il settore dell’ Intelligenza Artificiale.

Smart Contract

I contratti intelligenti di NEO sono la più grande innovazione portata fino ad adesso nel settore Fintech: la differenza con quelli proposti da il team di Vitalik consiste nel aver dato la possibilità agli sviluppatori di scrivere gli stessi con linguaggi di programmazione molto più comuni rispetto al Touring-complete, come C#, Java e tutti i linguaggi familiari agli ambienti IDE.

L’Universal Lightweight Virtual Machine (NeoVM) favorirà una maggiore sicurezza ed una elevata scalabilità che la EVM di Ethereum tutt’ora fa fatica a garantire. Grazie alla NeoVM gli sviluppatori di contratti intelligenti e di dApp saranno in grado di lanciare i progetti in un tempo molto ridotto.

NEO tokens

NEO ha dato i natali a due differenti tokens. Il primo NEO e un secondo, con funzioni diverse, NeoGas abbreviato in GAS.

Il primo, NEO, con una supply (offerta) di 100 milioni di tokens rappresenta il diritto, di ogni detentore, a “gestire” il network. Quindi, nel concreto, viene utilizzato per le votazioni riguardo la contabilità, per il cambiamento di parametri e caratteristiche del network ecc…

Il secondo, GAS, è il carburante che permette le transazioni e la creazione degli smart contracts creando incentivi economici per i bookeepers e prevenendo la verifica di blocchi invalidi e l’attacco da parte di hackers.

Il Consenso

L’altra grande innovazione del progetto NEO è il sistema di consenso sul quale si basa. Come sappiamo Ethereum e Bitcoin si basano su un protocollo chiamato Proof-of-Work che sostanzialmente si estrinseca in una serie continua di tentativi di verifica che porta ad uno spreco di energia elettrica notevole. Proprio per risolvere questo problema di sostenibilità ed altri dibattute tematiche tecniche il sistema NEO si avvale di un protocollo chiamato Delegated Byzantine Fault Tolerant (dBFT).



Per informazioni più tecniche potete utilizzare il loro white paper  http://docs.neo.org/en-us/