Application Programming Interface

API: parti di codice che semplificano il dialogo tra le applicazioneCome il fintech utilizza i dati per migliorare i pagamenti



Ci sono sempre più imprese che offrono strumenti e piattaforme finanziarie che permettono ai programmatori di creare servizi innovativi e nuovi modelli di business.

Il fintech continua ad essere il settore di riferimento quando si parla di nuove iniziative imprenditoriali (sopratutto per il livello di investimenti da parte di fondi di venture capitali), programmatori e sviluppatori hanno la possibilità di ricorrere anche all’utilizzo di API, l’acronimo di Application Programming Interface, sono parti di codice che permettono di semplificare il dialogo tra un’applicazione e un’altra evitando ridondanze e inutili replicazioni di codice. Le API all’interno delle grandi imprese stanno incominciando ad ottenere una sempre maggiore importanza strategica sopratutto in ottica di digital transformation.

Attraverso l’utilizzo delle API è possibile automatizzare alcune procedure e consentire ai programmatori di evitare di riscrivere pezzi di codice. Anche all’interno del settore bancario, le API sono spesso indicate come lo strumento perfetto per generare nuovi canali di business. Uno degli esempi più famosi è sicuramente Stripe, una startup britannica che ha sviluppato un’API che viene già utilizzata da alcuni dei più importanti colossi tecnologici come Kickstarter, Apple, Twitter o Pinterest. L’azienda di Cupertino ha fatto leva su questa API per sviluppare la loro soluzione per i pagamenti Apple pay. Immaginatela come un processore di pagamenti di terze parti basato su un concetto molto semplice: aiutare le imprese a gestire la loro attività online.

Il servizio che offrono permette di effettuare transazioni online e mobile che non solo garantiscono un elevato livello di sicurezza non memorizzando alcun dato dell’acquirente sui server dei fornitori, ma fornisce anche ai programmatori degli strumenti semplici da implementare. Inoltre, Stripe utilizza un algoritmo automatico che identifica e segnala le transazioni fraudolente. Possiamo dire con tutta tranquillità che ormai Stripe è un player affermato nel settore dei pagamenti online.

Il settore fintech non è rappresentato solo dai pagamenti, molto spesso lo sentiamo dire “I dati sono il nuovo petrolio” e le API in ambito finanziario rappresentano un altro modo attraverso i quali è possibile creare nuovi canali di business. Xignite fornisce API per l’archiviazione e l’analisi di dati provenienti dal mercato finanziario basate sul cloud per aiutare le aziende emergenti e le aziende consolidate a fornire dati di mercato in tempo reale e dare un supporto ai loro asset digitali: siti Web e app.

Attualmente Xignite gestisce oltre 20.000 milioni di richieste mensili, ed è stata una delle aziende pioniere per quanto riguarda una API in grado di alimentare database in tempo reale. Utilizzando le varie API fornite da Xignite, qualsiasi sviluppatore potrà fornire in modo semplice l’aggregazione di dati finanziari provenienti da numerosi fonti. In questo modo, è possibile in combinazione con i dati delle singole transazioni, aumentare la capacità degli strumenti finanziari offerti quasi senza limiti.

Oltre a Xignite, è importante anche menzionare Kontomatik. Con il consenso dell’utente, la API di Kontomatik riceve le informazioni dei conti bancari dell’utente e può essere utilizzata per diversi scopi: aggiungere informazioni, ottenere informazioni sulla situazione del cliente o tenere sotto controllo i livelli di rischio o esposizione tra i diversi conti. I dati raccolti tramite l’API sono memorizzati sui server Kontomatik per 24 ore prima di essere cancellati, senza la necessità di registrare una password e garantendo in questo modo che i dati possano essere riutilizzati molto più rapidamente.

Kontomatik supporta token hardware, codici via SMS, password “usa e getta”, sistemi “captcha” e altri metodi di autenticazione. Per accedere all’API è ncecessario implementare un sistema di autenticazione a due fattori o strong authentication.

Ovviamente anche i grandi player tradizionali della finanza si stanno muovendo per rimanere al passo con i tempi. La tecnologia dietro le API non è una innovazione degli ultimi anni, ma il suo utilizzo diffuso in ambito finanziario e alcune regolamentazioni recenti che ne favoriscono il loro utilizzo, come nel caso della PSD2, entrata in vigore a gennaio 2018 promettono di cambiare faccia al settore bancario e finanziario.

Uno dei grandi player che si è mosso è sicuramente MasterCard che sta cercando di affermarsi nel mondo dello sviluppo di applicazioni offrendo diversi strumenti in cui mescola entrambe le opportunità di business. MasterCard ha lanciato nuove piattaforme API dedicate alle istituzioni finanziarie, alle imprese e ai fornitori di soluzioni digitali che forniscono gli strumenti necessari per consentire i pagamenti su nuove piattaforme.

Ma non è in cattiva compagnia anche il colosso bancario BBVA e il piccolo “gioiello” italiano Banca Sella hanno lanciato delle piattaforme per permettere agli sviluppatori di utilizzare le loro API, crearne di nuove o creare grazie alle loro piattaforme delle nuove soluzioni finanziarie. La piattaforma di BBVA si chiama BBVA API Market, quella di Banca Sella si chiama platfr.io.

Probabilmente nel corso del 2018 vedremo altre iniziative in ambito API e open banking anche in Italia. Questa è una delle opportunità per le banche di mantenere in parte le loro quote di mercato e avere ancora un ruolo importante nell’economia digitale dei prossimi anni. Mentre le imprese fintech creano nuove relazioni con i clienti,  le banche offriranno le loro infrastrutture consolidate in modo da permettere all’innovazione di essere non solo semplice da implementare, ma sopratutto sicura.



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