Australia,aeroporto e bitcoin

Australia, anche l’aeroporto è cryptofriendly

Brisbane, primo aeroporto al mondo cryptofriendly !

La tecnologia blockchain viene sempre più adottata nei più svariati settori di tutto il mondo, in aree non solo legate all’uso della tecnologia, ma soprattutto all’utilizzo che se ne fa per accettare pagamenti di criptovaluta.

Ne sono un esempio i sempre più numerosi negozi, in Cina, Giappone ed USA, che accettano pagamenti in criptovaluta. Ma non era ancora mai successo che ad adottare il cryptopayment fosse un intero… aeroporto! Siamo a Brisbane (BNE nel codice IATA), terza città più popolosa d’Australia e 16° città più abitabile del mondo (fonte: the Economist, 2009), situata nell’estremo orientale del continente: in questo angolo di mondo, la società che gestisce lo scalo intercontinentale ha stretto una partnership con TravelbyBit, fornitore australiano di soluzioni di pagamento in criptovalute specializzato in programmi relativi ai viaggi.

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Risultato? In una città votata al turismo, chi transiterà in aeroporto potrà usare, in alternativa al cash ed alla carta di credito, anche Bitcoin, Ethereum e Dash per usufruire dei servizi BNE ed acquistare i prodotti in vendita nei vari store del terminal aeroportuale.

In effetti, l’uso delle criptovalute nei viaggi transfrontalieri è logico e dispone di un potenziale ancora tutto da scoprire: non è un caso che l’iniziativa si adatti particolarmente ai “frequent flyer” (ovvero gli iscritti ai vari club delle linee aeree, come il programma “MilleMiglia” per Alitalia NdR), fra i maggiori conoscitori delle criptovalute ma, soprattutto, i principali “Big spender” nei negozi dell’aeroporto.

“Siamo orgogliosi d’essere il primo aeroporto al mondo “cryptofriendly” e vogliamo far conoscere sempre più Brisbane come un’area aperta al pensiero innovativo”

ha dichiarato Roel Hellemons, direttore generale per lo sviluppo della Brisbane Airport Corp.

 

 

Crypto Valley

Peraltro, la Fortitude Valley di Brisbane è già stata soprannominata “Crypto Valley” per via della diffusione della possibilità del pagamento in criptovalute nelle imprese locali (hotel, ristoranti e teatri).

“Vogliamo che il nostro impegno diventi una case-history nel turismo”

– spiega senza falsa modestia il Il CEO di TravelbyBit, Caleb Yeoh

“L’applicazione delle valute digitali in questo settore ha senso: ogni volta che viaggi all’estero devi avere a che fare con più valute e non sai mai quali tassi di cambio le banche ti stanno addebitando. In TravelbyBit, fra la Crypto Valley e l’aeroporto, stiamo promuovendo la valuta digitale come mezzo senza confini e per viaggiare in tutto il mondo. Semplice, sicura e priva di commissioni bancarie”.

BNE e TravelbyBit sperano ora di spingere anche altri operatori turistici di “down under” ad esaminare progetti e opzioni simili, in modo da permettere all’Australia di raggiungere la leadership nel campo dell’innovazione valutaria.

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D’altronde, potevamo attenderci altro da una città che, come motto ha “Meliora sequimur”, ovvero “Puntiamo al Meglio”?

Secondo voi anche l’Italia si accorgerà di quante sono le opportunità di sviluppo in questo settore o rimarremo -come sempre- indietro?

 

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