Le imprese fintech sono solitamente startup che usano la tecnologia più recente per offrire prodotti e servizi finanziari innovativi.Le banche hanno bisogno delle fintech per innovare

È ormai da diversi anni che è stato smontato il paradigma che afferma che il pesce grande mangia il pesce più piccolo, sopratutto se parliamo di digitale. Le grandi imprese e le multinazionali si rivolgono sempre più spesso alle startup per snellire i loro processi di riorganizzazione interna o perfino lanciare nuovi prodotti e servizi progettati che rispondono meglio alle esigenze dei clienti finali. Il settore bancario è il miglior esempio di questo processo. Le imprese fintech sono solitamente startup che usano la tecnologia più recente per offrire prodotti e servizi finanziari innovativi.

Fintech

Negli ultimi anni il fintech è passato dall’essere percepito come una minaccia a diventare un alleato indiscutibile. Due sono i motivi principali di questo cambio di percezione. Da un lato, il fintech facilita l’accelerazione dei processi di innovazione e digitalizzazione bancaria e, d’altro canto, consente la creazione di una nuova offerta di prodotti e servizi impensabili a causa della rigidità organizzativa e della gerarchia e resistenza al cambiamento all’interno di banche e assicurazioni.

Anche per le imprese fintech ovviamente ci sono dei vantaggi nel collaborare con istituzioni finanziarie tradizionali, infatti questi soggetti spesso e volentieri forniscono un cuscinetto di capitale che si interpone tra la ricerca (quasi disperata) di clienti e il tempo che richiede lo sviluppo di una soluzione fintech, sia dal punto di vista tecnologico che marketing. In questo modo, le banche che investono in imprese fintech assicurano a queste ultime, un consistente supporto dal punto di vista finanziario che permette alle startup di validare il proprio modello di business e i servizi che offrono, ottenendo in questo modo una ulteriore protezione in caso di crisi.

Un recente report preparato da Capgemini e LinkedIn, il World Fintech Report 2018, evidenzia che in molti casi le banche mostrano una mancanza di agilità e velocità di esecuzione in questo tipo di alleanze.

Le fintech aiutano le banche nella trasformazione del loro business tradizionale, negli ultimi anni, abbiamo visto evoluzioni nel modello di business di molte banche e alcuni di questi cambiamenti provengono proprio dalla collaborazione tra banche e fintech, i casi più significativi si registrano nell’apertura di un conto, nei pagamenti e nella richiesta di prestiti. È ormai molto difficile, trovare un consumatore che non abbia mai fatto un confronto finanziario per ottenere informazioni su quale sia il miglior mutuo online o come poter ottenere un prestito istantaneo per pagare gli acquisti online sul ecommerce di fiducia; questi sono alcuni degli ambiti in cui l’ecosistema fintech e le banche hanno trovato un terreno fertile per collaborare insieme. Sempre di più sono le banche che non vedono più le fintech come concorrenza ma un utile complemento alla loro attività.

Attraverso la collaborazione tra banche e fintech è possibile per le banche combinare i vantaggi che hanno le fintech (migliore esperienza utente, velocità, risparmio, agilità, personalizzazione, ecc.) con i prodotti e servizi tradizionali delle banche in modo da fornire un servizio clienti migliore. È una relazione vincente, in cui la strategia win-win permette ad entrambe di beneficiare le une dalle altre. La combinazione tra le idee delle imprese fintech con la grande conoscenza dei clienti che le banche hanno, si può tradurre in una piattaforma perfetta per poter progettare, insieme, il futuro settore finanziario.

Gli approcci delle banche sono diversi e variegati. Qualche gruppo bancario attraverso il suo CEO richiede che le imprese fintech competano a condizioni uguali per tutti, un aspetto in cui i regolatori svolgono un ruolo chiave, altri invece parlano di un ruolo della banca che sarà sempre più diverso nel futuro con banche che diventeranno dei markeplace dove si potrà trovare, oltre ai migliori servizi finanziari, anche servizi non finanziari. Proprio nell’ottica marketplace, le banche potrebbero decidere di offrire una serie di servizi evoluti, a valore aggiunto alla propria clientela sia privata (APP, servizi in conto corrente, ecc.) che corporate (retail, industry, servizi, pubblica amministrazione, ecc.) e beneficiare sia dell’attività commerciale diretta fatta dalle startup fintech che da nuovo fatturato generato dalla vendita di questi servizi, oltre che ad un livello più elevato di fidelizzazione dei propri clienti.

Qualunque sia l’elemento nella catena di valore dei servizi finanziari che una banca vuole migliorare, lì fuori c’è una impresa fintech che ha una soluzione. Proviamo a dare qualche esempio concreto.

Per quanto riguarda l’infrastruttura bancaria, una soluzione come Plaid può tornare molto utile. Plaid ha sviluppato un’API che permette di rendere l’interazione con i propri soldi intuitiva e semplice, cambiando il modo in cui consumatori, banche e programmatori gestiscono il denaro. Attraverso questa API, Plaid semplifica l’integrazione di nuove tecnologie che tradizionalmente venivano integrate all’interno della struttura bancaria solo dopo un processo lungo e scrupoloso, con molte barriere tecnologiche che richiedevano un grande numero di riunioni informatiche per superarle. Oltre alle banche, il servizio di Plaid viene utilizzato anche da altre fintech ,tra le più famose troviamo Robinhood e Digit.

Per la parte di consulenza agli investimentiWealthfront è sicuramente un player da tenere in considerazione. Wealthfront fornisce un servizio di investimento automatizzato (a.k.a. roboadvisor) che gestisce un portafoglio diversificato e equilibrato di fondi indicizzati a un costo contenuto rispetto ai canali tradizionali. Le banche dovrebbero indagare se Wealthfront o altri roboadvisor possono essere un partner per espandere la propria base di clienti online o un modo per competere  con le altre banche sui costi man mano che le commissioni collegate alla gestione degli investimenti diminuiscono, anche e sopratutto grazie alla tecnologia.



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