Bitcoin, dove e come usarli in Italia

Mentre bitcoin ha raggiunto l’All Time High (record storico) superando la soglia dei 7000$, la capitalizzazione delle cryptovalute sembra assestarsi intorno ai 200 miliardi di dollari. Tuttavia, c’è ancora una domanda a cui non si riesce a dare risposta certa:

Potremmo utilizzarli come mezzo di pagamento quotidiano?

Proviamo, quindi, a capire la situazione in Italia a che punto è arrivata.

 

ATM

Gli ATM non vanno intesi esattamente come dei bancomat, bensì come “negozi di cambio” in cui è possibile introdurre gli euro in contanti ottenendo in cambio bitcoin, o viceversa. Trascorso qualche minuto troverai i bitcoin accreditati sul tuo portafoglio elettronico di riferimento. Gli ATM utilizzabili in Italia sono ben 508, è interessante, però, sottolineare che all’inizio di quest’anno erano solamente 7. Questo dato fa capire quanto l’utilizzo del bitcoin come valuta di scambio (o riserva di valore) sia in crescita esponenziale nel nostro paese.

Se volete localizzare tutti gli ATM presenti intorno a voi, potete utilizzare QuiBitcoin.it



La procedura per acquistare i bitcoin non è ancora così immediata. La macchinosità dell’operazione sta nella certificazione dell’utente: in accordo della disciplina vigente in tema di antiriciclaggio, solo per il primo prelievo, sono previsti 4 fattori di autenticazione.



Pagare una casa in bitcoin in Italia è possibile

L’Italia è il primo paese al mondo in cui si potrà acquistare una casa in bitcoin. L’annuncio è stato dato i primi giorni di aprile da una società del settore immobiliare di Roma, il Gruppo Barletta. Sarà possibile pagare con la valuta digitale ciascuno dei 123 appartamenti di un edificio riqualificato nel quartiere San Lorenzo a Roma. La novità è stata resa possibile da una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate nel settembre del 2016, che ha di fatto riconosciuto bitcoin come una valuta straniera, rendendo quindi possibile il suo utilizzo in un atto notarile. Per incentivarne l’uso la società, che scommette su un portfolio in bitcoin, si è offerta di accollarsi le spese dell’agenzia e quelle notarili, consentendo un risparmio tra i 15 e i 45mila euro all’acquirente che sceglierà il nuovo metodo di pagamento.

“Siamo la prima società immobiliare al mondo che vende in bitcoin e abbiamo deciso di farlo per tre ragioni: crediamo nei bitcoin; possiamo perché l’Agenzia delle Entrate italiana è una delle poche in Europa a riconoscere la criptovaluta; ci sono centinaia di giovani possessori di bitcoin, milionari, che potrebbero decidere di investirne una piccola parte in una casa”, ha spiegato Paolo Barletta, Ceo del gruppo. L’offerta si rivolge, ovviamente, anche a coloro che non detengono un tesoretto in bitcoin e decidono di dotarsene temporaneamente per risparmiare sull’acquisto dell’appartamento.



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