La Blockchain di Bitcoin



Bitcoin è il protocollo che permette la nascita dei bitcoins. Agli esordi, Satoshi Nakamoto aveva chiamato questo software block chain, catena di blocchi. Successivamente, i core developers e la stampa hanno decido di unificare la parole per definire questa nuova struttura crittografica, distribuita e decentralizzata. La Blockchain.

Nel mondo di oggi trasmettiamo dati da una parte all’altra del nostro pianeta con un costo marginale nullo. Sembra ridicolo trasferire i pochi byte che corrispondono al nostro patrimonio economico, pagando commissioni ad intermediari, quando esiste un sistema che permette lo stesso servizio, con costi irrisori. Il genio di Satoshi ci ha quindi regalato prima di scomparire una rete di pagamento peer-to-peer (p2p), istantanea, sicura e pubblica. Un sistema low-banking efficiente, per tutti e ovunque.

Ma che cos’è la Blockchain?

Blockchain è un software, un protocollo, lasciato sotto una licenza MIT, ovvero free e open source. Questo permette che il software, Bitcoin Core può essere facilmente scaricato sul proprio computer. Avere questo programma equivale a tenere l’intero libro mastro a portata di click.

Oltre a Bitcoin Core, esistono anche altri software compatibili, tuttavia l’85% degli utenti predilige questo protocollo. Vengono chiamati full nodes tutti coloro che possiedono l’intera blockchain nella memoria del proprio computer. Questi agenti permettono uno straordinario back-office della rete.

Ecco, quindi Bitcoin è un quindi un registro contabile pubblico, distribuito, decentralizzato e peer2peer. Decentralizzato equivale a dire che non esiste solo un server centrale nel quale il software esegue i suoi codici. L’idea viene ripresa dal BitTorrent, un altro software decentralizzato che permette di condividere e scaricare materiale in rete, come musica, immagini, film o documenti.

Inoltre, la Blockchain di Bitcoin può anche essere considerato un gigantesco decentralizzato calendario, che permette di mettere in ordine cronologico dei cambi di stato nel network. Con cambi di stato nel network intendiamo quindi i passaggi di moneta digitale fra utenti. Ogni transazione è irreversibile, ovvero non è modificabile dall’utente.

Ogni computer accesso nella rete equivale ad un nodo. Per poter bloccare questa rivoluzione equivarrebbe dire spegnere tutti i computer collegati. Ad oggi Bitcoin Core è nella memoria di 10000 computers.



Addentrandoci nel linguaggio informatico, la blockchain può essere definita una lista concatenata di blocchi determinati da funzione crittografica di hash.

Una funzione crittografica di hash trasforma dei dati di lunghezza arbitraria (un messaggio) in una stringa di dimensione fissa chiamata hash o message “digest”. Essendo una funzione unidirezionale, è estremamente difficile o quasi impossibile risalire al messaggio iniziale che ha portato ad un dato hash. Il sistema di crittografia dei bitcoin utilizza l’hash chiamato SHA-256.

Una blockchain è quindi una struttura append-only sequenziale che collega un nuovo blocco a quello in coda, tramite la potenza computazione dei computer nella rete. I blocchi contengono le transazioni rete.

Questa potenza computazionale viene fornita dai nodi minatori, ovvero una tipologia speciale di full nodes che ha deciso di utilizzare la potenza computazionale (CPU/GPU) del proprio hardware per aggiornare la blockchain ogni 10 minuti. Questa operazione viene definita minare.

Disposizione geografica dei nodi di Bitcoin.

Nelle pagine successive andremo a spiegare più nel dettaglio come avvengono le transazioni nel network, come si ottiene il consenso e come può avvenire un aggiornamento nel protocollo.