Bitcoin Core, la decentralizzazione e Bitcoin Cash



Tutti parlano e accettano per vero il concetto di decentralizzazione, ovvero che il volere di un singolo non può determinare la piattaforma Bitcoin, ma davvero cosa vuol dire questa affermazione.

Innanzitutto, per comprendere a pieno il concetto dobbiamo soffermarci su un aspetto molto importante: la decentralizzazione del software di Bitcoin.

Bitcoin core è oggi il software più utilizzato dai full nodes della rete Bitcoin.
Un upgrade del software di bitcoin può migliorare lo stesso sistema, senza cambiare le regole fondamentali che caratterizzano l’essenza della piattaforma.
Se per ipotesi uno volesse cambiare il numero totale dell’emissione di bitcoins, questo sarebbe possibile se e solo se tutti i software della rete scaricassero il software nei cui codici risulta tale cambiamento. Potenzialmente, tutto il protocollo potrebbe cambiare, realisticamente è molto difficile che possa accadere.

Tuttavia, questo non è possibile perché la maggioranza della rete non accetterebbe tale modifica. Quindi si può già comprendere come non è la volontà di un singolo a poter compromettere la realtà BTC.

Essenzialmente ci sono quattro passaggi richiesti affinchè le modiche del protocollo si possano realizzare e concretizzare:

  1. L’utente A cambia il protocollo, diciamo per ipotesi cambia la dimensione dei blocchi della catena. Successivamente invia una quantità di bitcoins verso l’utente B.
  2. Se e solo se l’utente A e l’utente B hanno lo stesso protocollo, il riconoscimento da nodo a nodo consente il cambiamento di stato, ovvero il passaggio di moneta verrebbe autorizzata.
  3. Il secondo passaggio è però la trascrizione della transazione sul registro. In questa fase è fondamentale la presenza dei nodi minatori (vd. Minare). Se quest’ultimi hanno un software non combatibile con quello degli utenti A e B, la transazione non sarà accettata. L’unico modo che la transazioni possa essere eseguita è attraverso il fatto che un terzo utente, mettiamo l’utente C, abbia nel memoria del suo computer il protocollo modificato, ovvero che la dimensione del blocco che andrà a minare è più grande di quella della catena Legacy.
  4. Nonostante questo c’è un problema: il registro in cui sarà scritto il passaggio di stato non sarà nella blockchain di riferimento ma bensì in un suo fork, ovvero una biforcazione.



Tuttavia se non c’è un grande sostengo dalla rete ad applicare il protocollo modificato, non si verifica un fork abbastanza forte affinché venga definito hard fork. Dove va a finire il blocco minato dal minatore C? Bene, esiste un meccanismo di sincronizzazione con la catena più lunga (chiamata Legacy) che si chiama “blockchain reorganization” (reorg). Generalmente gli altri software delle rete creano delle biforcazione che poi automaticamente vengono reinserite nella blockchain principale.

Da notare che una maggiore differenziazione dei software Bitcoin significa anche decentralizzazione, poichè il software non essendo l’unico non è manipolabile da nessun team, ma c’è quindi sempre la necessità di trovare una maggioranza per imporre un aggiornamento della rete.

Cosi si può comprendere meglio il fenomeno della Segwit. La maggioranza dei nodi della rete, hanno accettato il protocollo modificato, andando a creare una biforcazione definitiva, una Hard Fork, andando a creare poi un nuovo token, definito come Bitcoin Cash.