Bitcoin e i futures CBOE: magnifica occasione o notevole rischio?

Il 10 Dicembre il lancio dei Bitcoin Futures Contracts da parte del CBOE, il più grande exchange di opzioni negli U.S. ,ha scritto un’altra importante pagina nella storia della tanto discussa cryptovaluta.
Il traffico sul sito della CBOE, nella prima sessione di vendita, è stato così intenso da causare un blocco temporaneo del sistema. I contratti, con scadenza a Gennaio, hanno chiuso in positivo del 19% a 18,000$ e parallelamente il Btc ha toccato i 17,500$.


Chart @XBT.1:CBOE Futures Exchange
Fonte: Cnbc.

Finalmente Bitcoin si affaccia sui palcoscenici dei mercati tradizionali, si spalanca la porta a nuovi capitali e  a nuovi investitori, la capitalizzazione e il prezzo del Bitcoin lieviteranno grazie alla maggiore spinta della domanda. Ci auspichiamo ovviamente che tutto ciò si avveri, ma proviamo a riflettere in modo semplice sul potenziale impatto che il mercato dei derivati può avere sulla sottostante commodity.

Certamente nel Bitcoin market ci sono state delle cadute di prezzo notevoli nel tempo, dovute in parte a movimenti speculativi e dall’altra al ritiro occasionale di una fetta dei profitti di alcuni holders, ma una regola è indubbia: ogni individuo è incentivato finanziariamente a mantenere il prezzo più alto possibile.
Infatti i Cash markets sono legati ad un investimento nel tempo mentre i Future Markets vengono spesso utilizzati per coprire il rischio legato al movimento dell’Asset sottostante, in un arco temporale ben definito.



Nel mercato attuale sia i Miners sia gli Holders potrebbero coprire il rischio connesso alla volatilità del Btc; i Miners potrebbero vendere Futures per garantirsi il prezzo dei Bitcoins che hanno pianificato di minare in futuro, mentre gli Holders potrebbero fare lo stesso per coprire le perdite legate all’Asset.

Un rapido esempio relativo al funzionamento di un Futures Contract:

Se io credo che il prezzo del Btc, oggi tradato a 1000$, possa crescere fino a 2000$ nei prossimi 2 mesi. Acquisto un contratto Future promettendo di pagare 1500$ (Contract price al tempo 0) , ad una data prefissata, la commodity sottostante. Nei contratti di questo tipo è sempre previsto un margine iniziale obbligatorio da depositarsi, nel caso del Bitcoin esso è pari al 35% del valore dei contratti, ovvero 7 volte più di quanto richiesto per un Future sul petrolio. Tornando al nostro contratto preso in esempio, se avessi ragione guadagnerei 500$, mentre se mi fossi sbagliato la mia loss sarebbe maggiore rispetto a quella potenziale del Cash market, ossia andando in perdita solo sui Btc che posseggo in portafoglio.
Ovviamente al momento della scadenza del contratto, chi acquista non riceve l’Asset che ha acquistato, ma la differenza tra il prezzo del contratto al tempo 0 e il market price: in questo caso 500$.
E’ da precisare che solo una bassissima percentuale (<2%) dei contratti Future maturano realmente il contratto a scadenza, infatti la maggior parte viene scambiata sul mercato precedentemente.

La stessa identica cosa la si può fare in modo inverso, vendendo un contratto future, ovvero scommettendo sulla riduzione del prezzo.

Esiste ovviamente una strategia di fondo che induce a tenere l’Asset, ossia il BTC, e contemporaneamente coprire il rischio. In caso di posizione Short, ossia di vendita di Future, se il prezzo cresce guadagno sul mio Asset e perdo sul contratto Future. In poche parole, si blocca il prezzo.

Dubbi e perplessità

L’apertura al Bitcoin da parte del mercato dei derivati può far gola a molti nuovi investitori, attratti dai possibili ritorni.
Una domanda però sorge spontanea: i soldi che confluiscono nel Future Market, aumentano la capitalizzazione del Bitcoin? La risposta ovviamente è negativa: i futures non richiedono il possesso del Bitcoin e quindi nessun flusso monetario confluisce nel Cash Market del Bitcoin.

E’ pur vero che ci potranno essere molti più attori interessati a detenere Bitcoins per coprire le positions, ma quanti saranno interessati a detenere Bitcoins quando potrebbero avere in futuro dei profitti simili  con un capitale di partenza minore e con uno strumento finanziario meno volatile dell’Asset stesso.

Cosa accadrebbe se i fondi istituzionali, i quali già detengono notevoli quantità di Bitcoin, decidessero che il Future Market sia più sicuro?

Cosa accadrebbe se la domanda dei futures e l’ottimismo attualmente presente nel settore spingessero al rialzo il prezzo dei Futures contracts, addirittura in maniera superiore rispetto a quello del Bitcoin stesso? ( Contango situation: indica una situazione di mercato dove il prezzo spot, ossia il prezzo dell’Asset sottostante, è inferiore ai prezzi futuri  impliciti nei corrispondenti contratti futures )

Contango & Backwardation curve

E se gli investitori istituzionali avessero delle prospettive  negative relative al Bitcoin e utilizzassero i Futures per  scommettere sul ribasso dello stesso ? ( ovviamente diverso dallo shortare Bitcoin ). A questo punto il mercato dei Future invierebbe dei segnali preoccupanti e potrebbe influenzare in maniera negativa il Cash Market, incidendo notevolmente sulla volatilità.



Altra nota non meno importante: nei Future Markets il Bitcoin è scambiato come “Commodity” e non come valuta, cosicchè venga inquadrato come un asset di investimento piuttosto che come una Currency, che come ben sappiamo potrebbe configurarsi come una disruptive innovation nel settore finanziario.

Ragion per cui, mentre i mercati e gli attori principali rimangono molto entusiasti, dovremmo realmente prestare attenzione ad una situazione che rimane alquanto delicata ed in continua evoluzione.

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