correlazione wall street e bitcoin

Bitcoin & Wall Street: perchè la correlazione è cresciuta?

Recentemente abbiamo assistito al dip più drammatico del bitcoin da due mesi a questa parte, il quale ha riportato la crittovaluta ai livelli di inizio Novembre sui 6.000$.

Parallelamente Wall Street e le istituzioni finanziarie tradizionali hanno registrato la più importante flessione dalla crisi del 2008 ad oggi, invertendo quel trend crescente che sembrava non arrestarsi più. L’ottimismo, che ha accompagnato il mercato nel recente periodo, ha subito un notevole scossone soprattutto a causa di un balzo del 115% del Vix, l’indice della paura collegato alla volatilità del mercato.

Prima di analizzare  se esiste una correlazione, è necessario affrontare i presunti motivi per cui il mercato azionario e il bitcoin sono crollati.



I perchè del crollo

Per quanto riguarda Wall Street, gli analisi hanno affermato che la fine della “Luna di miele” di Donald Trump ha influenzato in modo negativo il mercato. Infatti tutti gli investitori che avevano reagito positivamente alla elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti a fine 2016 e alla sua promessa di maggiori riforme, hanno incominciato a far rientrare i primi profitti in portafoglio. Inoltre, ad incidere in maniera negativa, è stata l’aspettativa di rialzo da parte della Fed sui tassi di interesse di un quarto di punto percentuale da 1.25% a 1.50%. Anche il crollo di strumenti finanziari come lo XIV, uno strumento alquanto fantasioso che è  inversamente correlato all’indice della paura, ha contribuito a scatenare il panico sui mercati.

Sul versante bitcoin ci sono state delle notizie controverse che hanno impattato in maniera negativa il mercato e destato preoccupazione tra gli investitori. In primis, la Cina che minacciava di bannare tutti gli accessi domestici alle piattaforme o agli exchanges che permettono di tradare le valute digitali. Poi, notizie provenienti dalla South Korea  relative al ban di tutti gli account anonimi utilizzati per la compravendita delle cryptovalute. Infine, la dichiarazione del ministro delle finanze indiano che si è esposto a favore dell’eliminazione  totale dell’ecosistema crypto all’interno del paese.

Le notizie fra i 2 differenti mercati non sembrano essere collegate , eppure il trend dell’ultimo periodo sembra esser stato lo stesso.

Esiste realmente una  correlazione?

Fonte: Sifr Data

Il grafico in questione mostra la correlazione tra il bitcoin e l’indice Standard & Poor 500 (la curva in arancio) e tra il bitcoin e l’indice Vix ( la curva in verde).

Analizzando la coppia Btc-S&P 500, si osserva che nel tempo la correlazione, in questo caso positiva, è stata debole e quasi insignificante addirittura inferiore allo 0.1. Cosa è accaduto invece il 5 Febbraio? Nel giorno del crollo di entrambi i mercati, la correlazione ha raggiunto il suo picco attestandosi sullo 0.26, valore massimo mai raggiunto prima d’ora. Se osserviamo il chart qui sotto, si nota chiaramente come le due curve abbiano avuto un movimento analogo.

Fonte: Bloomberg

Più interessante è la correlazione tra il bitcoin e l’indice della paura Vix. La correlazione in questo caso è negativa, ossia un’aumento dell’indice Vix comporta una flessione nel prezzo del bitcoin. Tornando al primo chart ed osservando la curva in verde, notiamo nuovamente come il 5 Febbraio, la relazione tra i due abbia raggiunto il suo picco massimo sfiorando lo -0.4. Infatti, in quel giorno il Vix è esploso drammaticamente  e allo stesso tempo il bitcoin è crollato.

In realtà la correlazione tra i due è stata facilmente osservabile anche nelle settimane precedenti. Analizziamo i movimenti delle due curve qui sotto. In arancio il prezzo del Btc e in bianco il valore del Vix. E’ chiaro e lampante che le due curve seguano un movimento  opposto e che nel momento in cui la volatilità sui mercati istituzionali cresce, il bitcoin ha una flessione negativa.

Fonte: Bloomberg

 



Cosa può significare tutto ciò?

“What we saw is all risk products sell off”

Queste le parole di Christopher Harvey, head of equity strategy di Wells Fargo, una delle maggiori banche americane. Harvey è convinto che ci sia una correlazione tra il mercato delle crypto e Wall Street, ma compara il bitcoin ai strumenti finanziari più rischiosi, come il sopracitato XIV.

In effetti, se ragioniamo sul rapporto Btc-Vix possiamo dedurre che in fasi di bassa volatilità gli investitori istituzionali vadano alla ricerca di asset più rischiosi e maggiormente redditizi. Ragion per cui ingenti flussi di denaro sono confluiti nel mercato crypto a partire dall’inizio del 2017, dato che la volatilità si attestava al suo minimo storico. Nonostante gli investitori istituzionali abbiano avvertito il reale rischio di una bolla relativa alla valutazione delle azioni e degli altri asset tradizionali, piuttosto che cercare di sanare il sistema, sono andati alla ricerca di ulteriori guadagni.

Potrebbe essere una coincidenza che il crollo del bitcoin sia stato accompagnato da ingenti vendite sui mercati istituzionali, ma la realtà è che le valute digitali si stanno conformando come un potenziale indice di rischio per il più ampio stock market. Infatti l’idea che gli investitori istituzionali vadano alla ricerca di asset con potenziale di redditività maggiore, in questo caso il bitcoin, fa evolvere lo stesso in una sorta di  barometro di rischio per i mercati tradizionali.

Possiamo concludere dicendo che il crypto market combinato con i tradizionali mercati finanziari ha formato una sorta di effetto snowball, ricreando un circolo vizioso che di certo non giova al mercato delle valute digitali ma ne incrementa la volatilità e l’incertezza.

2 Comments

  1. Ciao Davide. Anch’io sto seguendo la faccenda dei bitcoins e della blockchain. Approfitto per linkarti questo audio post della BBC dove parlano proprio della follia venezuelana nel “tentare” di emettere il Petro su blockchain per “resuscitare” le finanze pubbliche venezuelane ormai al collasso. Mi chiedo se Maduro non sia completamente impazzito! trovo l’idea del Petro digitale quanto di più FOLLE potesse venire in mente ad un capo di stato! http://www.wallstreetitalia.com/venezuela-maduro-lancia-sua-criptovaluta-petro/

    • Davide Di Stefano

      Ciao Enrico, sono d’accordo. La creazione di una valuta digitale nazionale, in questo caso garantita dalle riserve di petrolio, non rispetta il principio fondamentale della decentralizzazione. A parer mio, quella di Maduro è una semplice mossa elettorale che punta a sfruttare l’hype del momento. Non dimentichiamo che in Venezuela il bitcoin è stato un “riparo” importante nel corso di questi ultimi anni.

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