Permissionless VS Permissioned

Solo nel 2016 sono stati investiti circa $ 1.2 miliardi di dollari in aziende o start up che utilizzano la tecnologia della Blockchain. Ma è davvero cosi?

In realtà, NO. C’è una davvero grande confusione in questo settore, sicuramente dato per la sua giovane età, sicuramente perché per i meno esperti e difficile capire chiaramente cosa sia una Blockchain, qualcosa che si trova concettualmente tra la crittografia, computer science, politica monetaria e teoria dei giochi, sicuramente perché nel boom di questa evoluzione, inserire la parola Blockchain tra le caratteristiche del proprio progetto fa marketing e può far aumentare i finanziamenti verso la stessa. Quello che viene molto spesso “blockchain privata”, viene più tecnicamente definito come Distributed Ledger Technology (DLT). Il DLT è un database che utilizza la crittografia come forma di sicurezza ed una struttura dati sequenziale per salvare le informazioni al suo interno. Anche questo protocollo è distribuito, ovvero il software può essere scaricato su vari computer nella rete, evitando il problema dell’accentramento in un unico server di tutti i dati. La blockchain è anche lei un DLT.

Ma quindi dov’è la differenza?

Nel primo esempio, il sistema è permissionless, ovvero tutti i full nodes del sistema sono sconosciuti l’uno con l’altro e tutti possono partecipare al consenso. Mentre nella seconda immagine, alcuni nodi del sistema non possono essere full nodes, e quindi partecipare al consenso.

La vera differenza sta nel numero degli attori che all’interno della rete possono prendere o meno decisioni. Quello che infatti non viene mai citato è la forma di consenso con cui la rete aggiorna, inserisce o addirittura toglie le informazioni al suo interno. Esistono quindi sostanzialmente due opposte forme di consenso che determinano se poi un database può essere davvero chiamato Blockchain o DLT:

  • Permissionless, senza permesso: Non esiste nessun attore pre-selezionato che fa da validatore, ma chiunque nel sistema è un validatore.
  • Permissioned, con permesso: Esiste uno o più attori pre-selezionati che svolgono la funzione di validatore nel network. Se il validatore è un solo agente viene definita come DLT privato, mentre se il validatore è più di uno viene definito come DLT consortium.

Nonostante questa differenza sostanziale, che ovviamente differisce anche nella visione con cui la Blockchain è nata, alcune sue funzioni e sue applicazioni possono essere analoghe.

R3 è azienda londinese che lavora dal 2015 nel settore legato al Fintech. Durante il grande successo mediatico della Blockchain, l’azienda spacciava il proprio prodotto, Corda, come tale. Tuttavia, alcuni Bitcoin Evangelist sui vari social hanno fatto emergere come il loro software non era altro che un database distribuito protetto dalla crittografia. Corda è passato da Blockchain a DLT.

DLT Consortium

Essenzialmente, questa tipologia di DLT è un database dove il processo di consenso è controllato da un numero predefinito di nodi. Per esempio. si può immaginare un consorzio di 15 istituti finanziari, nel quale almeno il 50%+1 deve confermare la validità di ogni blocco che viene processato. Tuttavia, è possibile che questa DLT rimanga pubblica, cioè scaricabile su qualsiasi PC in modo che chiunque possa vedere i movimenti o i blocchi processati, senza però partecipare attivamente al consenso. Non è necessario utilizzare protocolli che incentivano il network attraverso premi economici. Questa tipologia è definita come “parzialmente decentralizzata”.

DLT Privata

In un DLT privata, il consenso ovvero il permesso di scrivere i blocchi nella catena è centralizzato da una unica organizzazione, quindi solo 1 nodo crea il consenso. Il validatore. Non c’è quindi la necessità di utilizzare protocolli che incentivano economicamente il buon funzionamento del sistema. La possibilità di scaricare il software è solitamente ristretta a pochi. In realtà, una piattaforma privata è essenzialmente un tradizionale database centralizzata con l’aggiunta della crittografia come strumento di sicurezza e verifica (utilizzano il sistema di sicurezza Merkle Tree Roots e il protocollo zero-knowledge proof technology). Comparando la privata con la pubblica, in alcuni ambiti la prima può essere più funzionale. Infatti, se si desidera o bisogna cambiare o modificare alcuni codici nella Blockchain, nella casistica di pochi nodi o solo uno è più veloce ed immediata.