Blockchain e settore bancario

Quali benefici può apportare l'implementazione della tecnologia blockchain?Blockchain: use cases per il settore bancario

Descritta in maniera molto riduttiva e semplice, la blockchain è una tecnologia che rende possibile la creazione di un libro mastro digitale, dove le transazioni sono condivise su un network distribuito. Grazie all’utilizzo di tecniche crittografiche, questa tecnologia permette ad ogni partecipante di poter usufruire del network senza bisogno di un’autorità centrale.

La tecnologia blockchain ha come caratteristiche principali l’assenza di un’autorità centrale e l’impossibilità di censurare il network. Inoltre, una volta che una transazione viene immessa nella blockchain è praticamente impossibile modificarla o rimuoverla. Queste proprietà rendono la blockchain una possibile alternativa per aiutare ad eseguire e verificare transazioni in maniera istantanea, tutto questo senza fare affidamento su un’autorità centrale. Questa value proposition è particolarmente attraente per il settore bancario, che ha tradizionalmente usufruito di autorità centrali o intermediari. Il settore bancario è una fucina di possibili use cases per l’implementazione di blockchain. Questo articolo, che riprende da un report pubblicato dal FinTech Network, riprenderà e discuterà di quattro possibili implementazioni della tecnologia blockchain nel settore bancario

#1 Riduzione di Frode

Senza alcun dubbio uno dei problemi principali del settore bancario è la crescita di frodi e cyber-attacchi. Tradizionalmente i libri mastro delle banche sono creati all’interno di un database centralizzato. Questo modello è – sempre di più – suscettibile ad hackers e cyber-attacchi, visto il problema comunemente definito come “honeypot” (vaso di miele), dove moltissime informazioni di valore sono localizzate in un unico posto, solitamente un sistema IT antiquato, rappresentando un ottimo e relativamente facile bottino per gli attori malintenzionati. Gli hacker e i cyber-criminali sono ben coscienti degli sviluppi tecnologici e di come by-passare questi sistemi di sicurezza.

In contrasto, vista la presenza di un sistema decentralizzato, la tecnologia blockchain è meno incline a questo tipo di frodi. Implementando questo tipo di tecnologia le banche potrebbero quindi ottenere duplici benefici: da un lato accorcerebbero di gran lunga il tempo di esecuzione dei pagamenti, mentre dall’altro gioverebbero alla completa trasparenza del sistema, che abilita l’esecuzione di analisi anti frode in tempo reale.

Chris Huls di Rabobankuna delle banche Olandesi che da subito si è dimostrata interessata alla tecnologia blockchain – definisce la blockchain come

“un libro mastro o database che conserva ogni tipo di informazioni o scambio di valore, in maniera pubblicamente disponibile per tutti i partecipanti di un gruppo, che sono quindi sintonizzati sul tipo di informazioni visualizzate”.

Di conseguenza, dato che la blockchain è effettivamente controllata da miner indipendenti ad ogni passo di una transazione, è possibile eseguire un’analisi in tempo reale di ogni frammento di data e di tutte le informazioni durante una transazione. La blockchain potrebbe quindi servire come una “cronologia” di tutti i documenti condivisi e delle attività di condiscendenza di ogni cliente. Tentativi maliziosi di accesso o modifica delle informazioni sarebbero vani e immediatamente rilevati.  

Ad esempio, questa sicurezza sulla corretta versione delle informazioni potrebbe essere utilizzata per fornire evidenza sul corretto comportamento di una banca, in accordanza con i termini della legge – nel caso in cui i regolatori dovessero chiedere tale chiarificazione.

Mr. Huls ha inoltre sostenuto della necessità di una cooperazione trasparente tra i regolatori e le compagnie FinTech, per lo sviluppo di un libro mastro decentralizzato per una rapida adozione di pagamenti globali in tempo reale.

Il corrente sistema manuale utilizzato dalle banche crea innumerevoli possibilità di errori e frode. Mediante l’implementazione di un sistema blockchain le organizzazioni in questione avrebbero invece a disposizione una tecnologia che riduce in maniera fondamentale rischi amministrativi, risultando in un risparmio sia in termini di tempo che denaro.

#2 KYC

Le attività di KYC (Know-Your-Customers) sono processi di diligenza che si realizzano attraverso il reperimento di informazioni (finanziarie o non) circa le parti contrattuali coinvolte, per evitare rischi e danni alla propria attività. Questo tipo di verifica può causare ritardi alle transazioni bancarie, in quanto può durare dai 30 ai 50 giorni per essere completata ad un livello soddisfacente. Inoltre, i processi KYC attuali richiedono una sostanziale duplicazione di sforzi tra le banche. Mentre i costi di condiscendenza sono molto alti, le sanzioni nel caso di negligenza sono ancora più alte. Si stima che una banca spenda, in media, almeno 40 milioni di Euro per le attività di KYC.

Inoltre, i cambiamenti legislativi e l’effettiva assenza di standard internazionali rendono sempre più difficile la conformità da parte delle banche. Di conseguenza, visto il continuo aumento di tempo necessario per verificare un utente, questo ha un effetto deleterio sull’esperienza degli utenti. Per risolvere questo problema Mr. Huls propone la memorizzazione dei processi KYC sulla blockchain. Ogni qual volta una banca avrà bisogno di svolgere KYC su un nuovo cliente, essa potrà trasmettere l’intero processo sulla blockchain, in modo tale da poter essere ripreso da altre banche qualora esse ne avessero bisogno – risolvendo quindi le innumerevoli ridondanze del sistema attuale.

Le organizzazioni saranno quindi in grado di sapere che i documenti del cliente siano stati verificati indipendentemente evitando la ripetizione del processo. Dato che le informazioni presenti sulla blockchain sono irreversibili, esse rappresenterebbero a tutti gli effetti un’unica fonte di verità, minimizzando i rischi di errori o possibili duplicazioni. Questo vantaggio ha anche un impatto dal lato cliente, che potrà quindi evitare di ripetere più e più volte il processo di verifica KYC.

Il sistema di pagamenti SWIFT ha recentemente creato un Registro KYC con ben 1,125 membri che condividono la necessaria documentazione. Tuttavia, il sistema attuale copre solamente il 16% dei membri del sistema SWIFT.

Oltre a quanto già detto, è bene considerare i problemi riguardanti la sicurezza e la privacy delle informazioni KYCma finché le stesse saranno su una blockchain privata (gestita da istituzioni bancarie) piuttosto che su una blockchain pubblica, questo non dovrebbe essere un problema dal punto di vista degli utenti.

Di fatti, le informazioni salvate sulla blockchain saranno solamente utilizzate come referenza, vista la presenza di un hash o di una firma digitaleche garantiscono l’accesso individuale alle informazioni rilevanti, presenti separatamente dalla blockchain. Allo stesso modo è però importante garantire che le istituzioni finanziare avranno accesso temporaneo, ristringendo quindi l’accesso alle informazioni solamente quando strettamente necessario. È quindi evidente il modo in cui l’implementazione di una soluzione su tecnologia blockchain potrebbe svolgere un grande ruolo nella semplificazione dei processi KYC e AML.

Secondo la stima di un report Goldman Sachs, il settore bancario potrebbe avere una riduzione dei costi del 10%, pari a circa $160 milioni all’anno. Inoltre, la blockchain potrebbe indirettamente ridurre altri costi, come le risorse allocate per il training dei dipendenti – con una stima di circa $420 milioni di risparmio annuo. Le stime complessive parlano di un risparmio annuale complessivo di circa $2.5 miliardi.

#3 Piattaforme di Trading

Un ulteriore use case per il settore bancario è la creazione di piattaforme di trading basate su un protocollo blockchain. La tecnologia in questione offre, infatti, un nuovo metodo per lo scambio di asset in maniera decentralizzata – senza il rischio di double spending. Blockchain potrebbe indirizzare problemi come i rischi operazionali presenti e i costi di amministrazione, riducendoli e rendendoli immutabili e trasparenti. Inoltre, la tracciabilità e la permanenza di ogni scambio garantita dalla blockchain sarebbe in grado di fornire sicurezza ed autenticità. Su una piattaforma di trading decentralizzata, ogni qualvolta avviene uno scambio, un token digitale corrispondente all’asset viene mosso in parallelo, creando quindi una catena di proprietà (da intendersi come un certificato di autenticità). Ricevendo il token digitale in questione è quindi possibile verificare i movimenti precedenti, sino alla creazione dell’asset.

Un esempio che è stato implementato in un settore differente da quello bancario è Everledger, utilizzato per la certificazione dei diamanti, usando Bitcoin come marchio di autenticità, fornendo trasparenza a tutte le parti coinvolte nelle transazioni. Il problema della privacy è risolto mediante la tokenizzazione, usata per proteggere le informazioni ed autorizzare l’accesso solamente a parti che abbiano la proprietà della chiave di sicurezza corretta.

Nel 2015 la banca Santander ha stimato che la digitalizzazione delle informazioni potrebbe salvare al settore ben $20 miliardi all’anno.

 

#4 Pagamenti

Il principale utilizzo della blockchain nel settore bancario riguarda i pagamenti. L’industria sta avendo un momento di cambio e profonda trasformazione e la tecnologia blockchain potrebbe avere benefici non solo per i propri clienti, ma anche per il settore stesso, sotto forma di efficienze operazionali e risparmi. Inoltre, la crisi del 2008 ha aumentato lo scrutinio al quale sono sottoposti i pagamenti bancari, spingendo per una modernizzazione ed un aumento di trasparenza.

Rabobank, rappresentata dal Mr. Huls, è stata una delle prima banche coinvolte nell’esplorazione di possibili soluzioni basate su tecnologia blockchain, utilizzando Ripple. Ripple è una criptovaluta che ha come specifica value proposition quella di migliorare e velocizzare gli scambi ed i pagamenti tra istituti bancari. Diverse stime attestando che l’utilizzo della piattaforma Ripple potrebbe ridurre i costi operazionali delle banche del 33% , dando la possibilità di effettuare trasferimenti internazionali in secondi.

Ripple può essere utilizzata dalle banche per un approccio “open-source” ai pagamenti, rimuovendo quindi i numerosi intermediari nell’industria dei pagamenti.

Pertando, la tecnologia blockchain può essere utilizzata per inviare pagamenti in tempo reale, con un’esecuzione istantanea (o quasi), per svolgere analisi di prevenzione frodi; tutto questo ad un costo ragionevole. Il problema principale di Ripple è quello dell’interoperabilità, in quanto il network non è in grado di connettere con altri tipi di sistemi.

 

Conclusione

Mentre la comunità crypto considera le banche come antagoniste, quest’ultime sono in prima linea per l’adozione di nuove tecnologie nel loro settore, in quanto ne va del loro business.

Tuttavia, ci sono diversi problemi che devono essere superati.

Il primo è quello della privacy e della protezione dei dati dei clienti, da cui deriva un ulteriore dibattito sull’architettura migliore per questo tipo di sistemi: permissioned o permissionless?

Inoltre, c’è la questione dell’interoperabilità. Per migliorare davvero il settore c’è bisogno di sviluppare un alto grado di interoperabilità nelle soluzioni proposte, per favorire la collaborazione ed il consenso tra le parti coinvolte.  

Le ultime due questioni da tenere in conto sono l’incertezza regolatoria ed il problema di scalabilità al quale molte blockchain sono soggette. Entrambi questi problemi verranno risolti dal tempo, in quanto più e più stati stanno prendendo posizioni legislative in merito e un numero sempre maggiore di soluzioni di scalabilità è in fase di sviluppo.

E’ chiaro che ci sono diversi use cases per l’utilizzo della tecnologia blockchain da parte della banche. La corretta implementazione dovrebbe risultare in transazioni più veloci, meno frizioni  e maggior trasparenza e immutabilità. Le soluzioni blockchain dovrebbero anche essere in grado di ridurre i costi ed i problemi amministrativi. Diverse stime attestano a $15-20 miliardi i risparmi risultanti dall’implementazione di queste soluzioni.

Ciò nonostante ci sono diverse questioni che devono essere analizzate approfonditamente e risolte. Lo sviluppo di questa nuova tecnologia non è lineare e sarà probabilmente caratterizzato da problemi e iterazioni, che per essere affrontati al meglio devono essere risolti tramite cooperazione e collaborazione tra tutte le parti coinvolte

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