Wall Street Byzantine

Byzantium piace moltissimo a Wall Street

Da quando le criptovalute hanno cominciato a ricevere una forte copertura mediatica nel 2016, le banche e Wall Street hanno cercato di rispondere al mercato attraverso interventi istituzionali, purtroppo eterogenei e disorganici.

All’alba del 2018 la situazione sta cambiando. Il trend mondiale di forte interesse sta influenzando i legislatori e le banche spingendo gli stessi a prendere una posizione precisa in merito a questa rivoluzione socio-economica.



E Wall Street?

Il rapporto tra Wall Street e la blockchain è stato molto “chiacchierato” soprattutto a causa dei botta e risposta tra i due rappresentanti di Jamie Dimon (CEO di JP Morgan Chase) con la ferma convinzione sulla  “truffa” dei bitcoins e James Gorman (CEO di Morgan Stanley) che non ha mai nascosto un interesse personale e della banca nei confronti in Bitcoin.

Il 21 settembre Vitalik Buterin ha annunciato su Twitter il successo della prima parte di Metropolis, ovvero l’avvento dell’hard fork Byzantium. Quest’ultimo è stato rilasciato nell’ottica di migliorare la scalabilità e la privacy del sistema. Attraverso l’implementazione del protocollo di prova ZK-Snark inventato dai developers di ZCash, Ethereum è riuscita finalmente a garantire assoluto anonimato e privacy ai soggetti che operano con Ether.

Dai rumors e dalle ultime news sembrerebbe che questo nuovo protocollo di prova crittografica potrebbe rappresentare l’elemento di congiunzione mancante tra le banche di investimento di Manhattan. Infatti una delle cause macroscopiche per le quali Wall Street e i suoi traders si sono sempre tenuti a debita distanza dalla tecnologia blockchain era l’assenza di privacy.

Prima di questo protocollo grazie alla firma digitale e della chiave pubblica l’utente poteva essere identificato. Ovviamente l’assenza di privacy spaventava notevolmente i traders che oltre al rischio di essere identificati non potevano nascondere le transazioni alla community favorendo così anche i competitors e gli altri brokers.



Grazie all’introduzione del protocollo ZK-Snark, i traders potranno essere completamente anonimi, avvicinando le banche di investimento e gli intermediari finanziari alla tecnologia ed a questo mercato innovativo. Anche secondo Bloomberg la prova zero-knowledge che, dopo anni di teorie, è finalmente realtà, permetterà la verifica delle transazioni senza la necessità che le parti condividano alcun dato sensibile.

Ciò renderà le transazioni molto più pratiche, veloci e sicure di quanto avremmo mai potuto immaginare.

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