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Le neo-banche permettono ai propri clienti di utilizzare i servizi che mettono loro a disposizione solamente attraverso lo smartphoneChallenger banks: le banche che piacciono ai millenials

Gli inglesi dicono change or die, rinnova o muori. La banca sta vivendo un periodo di grandi cambiamenti e stravolgimenti, costretta a reinventarsi per rispondere a una nuova generazione di consumatori che cerca alternative alla tradizionale immagine che il settore bancario ha per decenni trasmesso: bugie, scandali e avidità (Gordon Gekko anyone?). Mentre cerca di sviluppare una nuova proposta di valore per i più giovani, una nuova generazione di imprenditori millenials si affaccia sul mercato deciso a metter fine una volta per tutte alla old finanza. Questi nuovi imprenditori danno vita a delle iniziative totalmente digitali che sono conosciute come neobanks challenger banks che possiamo tradurre in italiano con neo-banche banche sfidanti : banche che non hanno delle filiali fisiche dove i clienti possono recarsi, offrono i loro servizi attraverso lo smartphone e di solito si affidano e collaborano con altre imprese fintech per offrire servizi finanziari in verticali che non coprono.

Le neo-banche permettono ai propri clienti di utilizzare i servizi che mettono loro a disposizione solamente attraverso lo smartphone, spesso stringono una partnership con una banca tradizionale che funge da deposito di denaro e si “preoccupa” della conformità normativa, dei processi di vigilanza e antiriciclaggio che obbligano a un’istituzione finanziaria a dover conoscere a fondo i propri clienti per evitare di favorire in qualche modo attività criminali e/o terroristiche. Riassumendo, le neo-banche sono banche di dimensioni molto inferiori rispetto alle banche tradizionali, che competono con le istituzioni finanziarie tradizionali cercando di offrire un servizio migliore, un prezzo migliore o, il più delle volte, una combinazione di entrambi.

Le banche sfidanti aspirano a diventare delle vere e proprie banche con una licenza bancaria completa, creando una nuova esperienza bancaria per il cliente, con un modello di business “basato sui dati” e con nuove proposte di prezzi, prodotti e servizi, sia propri che di terze parti.

Questo tipo di iniziative imprenditoriali sta trovando terreno fertile sopratutto nel Regno Unito e in Germania, negli ultimi anni hanno iniziato ad attraversare i confini nazionali e poco poco trovano anche in Italia un mercato attraente in cui captare nuovi clienti. Ma quali sono i vantaggi rispetto a una banca tradizionale? Guardiamoli insieme.

L’offerta delle neo-banche è in continua crescita ed evoluzione. Questo rende difficile fare una lista completa di tutti i vantaggi che offrono rispetto alle banche tradizionali. Nonostante questo, è possibile tracciare alcuni punti fermi:

Le neo-banche utilizzano le più recenti tecnologie permettendo ai loro utenti di usufruire di una esperienza utente e una usabilità solitamente superiore rispetto a molti online banking delle istituzioni finanziarie tradizionali.

Attraverso l’educazione finanziaria e una offerta trasparente (senza clausole scritte in lettera minuscola, in 40 e passa pagina di contratto) le condizioni e le commissioni che applicano per i prodotti e i servizi che offrono. Per colmare la distanza con i propri utenti, spesso usano metodi non convenzionali preferendo video e social network a email e telefonate.

La sicurezza informatica, come per le banche, è ovviamente tenuta in grande considerazione. Le neo-banche usano misure di sicurezza avanzate come i sistemi di riconoscimento biometrici, il riconoscimento facciale o le impronte digitali per migliorare la privacy dei propri.

L’opinione dei loro clienti e i loro feedback sono presi in grande considerazione, entrano in qualche modo a far parte del modello di business, mettendo i clienti veramente al centro dell’attività imprenditoriale dell’impresa. Come abbiamo già detto, le nuove generazioni cercano di evitare di recarsi fisicamente in filiale e avere a che fare con un dipendente bancario, le neo-banche offrono un’ampia varietà di canali attraverso i quali gli utenti possono interagire e valutare il servizio offerto e confrontarsi con gli altri consumatori. In questo modo, attraverso la loro base utenti le neo-banche sono in grado di creare una comunità di utenti che partecipa e si rende utile trasmettendo reclami, raccomandazioni o consigli. Grazie ai tempi di sviluppo molto più rapidi rispetto a una entità bancaria, le neo-banche sono in grado di rispondere in tempi relativamente brevi agli input dei loro utenti.

Le neo-banche permettono di investire in prodotti economici, fornendo infatti i loro prodotti attraverso internet e in modalità completamente digitale, possono permettersi di evitare i costi e il mantenimento di una diffusa struttura fisica capillare sul territorio. Spesso nelle loro commissioni bancarie di base sono assenti alcune commissioni che si pagano con le banche tradizionali: la commissione di amministrazione del conto o le spese di manutenzione delle carte associate al conto.

Cercano di offrire un’esperienza completa all’utente. Attraverso la relazione che instaurano con i clienti, diventano qualcosa di più di una semplice entità bancaria in cui il cliente parcheggia i suoi risparmi sperando di vederli crescere per delle strane alchimie ancestrali. Il valore aggiunto che offrono ai loro utenti spesso si traduce in avere un maggiore controllo sulle spese personali, previsione del saldo che resterà nel conto e in un’offerta che generalmente, anche grazie ad un uso più intelligente e scientifico dei dati, meglio risponde alle esigenze dei clienti.

Alcuni degli esempi più famosi sono N26 (nata in Germania, presente ora anche in Italia), Tinaba (nata in Italia), Monzo (nata nel Regno Unito, opera solo in UK).

Sarà fondamentale capire come e se la Brexit avrà un effetto concreto sulle imprese fintech che operano dal Regno Unito e quindi di riflesso anche sulle challenger banks. Il 29 marzo 2019 il Regno Unito lascerà l’Unione Europea, ma al momento ci sono ancora poche certezze per quanto riguarda gli accordi tra UK e UE. Quello che è certo, è che ora la banca può stare nel palmo di una mano.



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