Cos’è Ethereum?



Ethereum nasce dalla mente di Vitalik Buterin, un giovane sviluppatore russo-canadese.

Vitalik nasce in una cittadina vicino Mosca nel 1994. Si può dire che il giovane talento assorbe le migliori qualità dei genitori: infatti il padre lavorava come programmatore e la madre era un’analista finanziaria. Nei primi anni del 2000 la famiglia Buterin si trasferisce in Canada alla ricerca di offerte lavorative migliori. Già in tenera età Vitalik mostra capacità superiori alla media e dopo aver conseguito un diploma in una scuola per giovani prodigio si iscrive all’università di Waterloo che lascerà poco dopo per dedicarsi completamente al progetto Ethereum.

Il giovane programmatore viene introdotto al mondo Bitcoin dal padre e rimanendone entusiasmato lancia subito un sito di informazione riguardo a questa tecnologia “disruptiva”, Bitcoin Magazine.

Buterin è rimasto un membro attivo della community Bitcoin fino a quando, nel 2014, a soli 20 anni, rendendosi conto delle potenzialità dei DLT (sistemi distribuiti) e in particolare della Blockchain, ha deciso di sviluppare Ethereum: una piattaforma attraverso la quale i programmatori possono sviluppare applicazioni decentralizzate (dApp) senza dovere “costruire” una nuova blockchain.

Anche se il rilascio del White Paper di Ethereum avviene verso la fine del 2013, il progetto prende concretamente forma nel 2014 quando con gli altri sviluppatori del team Mihai Alisie, Anthony Di Iorio, e Charles Hoskinson, Buterin fonda la società, con sede legale in svizzera, Ethereum Switzerland GmbH. Subito dopo il team darà vita anche ad una organizzazione no-profit: l’Ethereum Foundation.

Grazie ad una ICO lanciata nel luglio 2014, l’Ethereum Foundation raccoglie circa 5000 BTC in poco più di un mese. Grazie a questa cospicua somma il team capitanato da Buterin lancia la piattaforma Ethereum.

Che cos’è Ethereum ?
La piattaforma di Ethereum è a tutti gli effetti un “super” computer distribuito: per computer distribuito si intende un network globale e decentralizzato di computer che interagiscono tra loro condividendo la potenza computazionale (potenza di calcolo) al fine di verificare transazioni. Questa elevata potenza computazionale ha dato la possibilità di costruire una piattaforma open-source, pubblica e P2P (peer-to-peer) che, tramite l’utilizzo della EVM (EthereumVirtualMachine), fornisce agli utenti la possibilità di scrivere, con il linguaggio Turing-complete, contratti intelligenti (smart contracts).

Che cos’è l’Ethereum Virtual Machine?
L’EVM è il vero elemento innovativo introdotto da Buterin: infatti grazie a questa “macchina virtuale”, che nel concreto ha le stesse funzionalità di un computer fisico non si appoggi ad un hardware, gli utenti possono scrivere degli smart contracts in un ecosistema tutelato e sconnesso totalmente da inferenze esterne. Inoltre la virtual machine assicura che i nodi, poiché tutti processano implementazioni dell’EVM, si comportino esattamente secondo le “istruzioni” postulate nei codici.



La roadmap di Ethereum:

Ovviamente, come tutte le tecnologie innovative, questa non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale e non è immune da criticità. Proprio per questo motivo gli sviluppatori continuano a lavorare su nuovi protocolli e nuovi aggiornamenti che saranno rilasciati nel seguente ordine:

Enterprise Ethereum Alliance (https://entethalliance.org/)
Il mondo del business non è rimasto indifferente all’avvento di questa tecnologia innovativa e proprio per questo motivo, circa un anno fa, è nata Enterprise Ethereum Alliance (EEA).

L’EEA conta al suo interno grandissimi nomi del mondo della finanza, dell’informatica e della business.

L’EEA è un’organizzazione transnazionale formata dalle maggiori aziende e start up mondiali che, attraverso progetti comuni e condivisione di capitali, mirano a sviluppare blockchain private all’interno del protocollo di Ethereum a fini aziendali e privati.  Molti imprenditori identificano la blockchain come uno strumento che potrebbe accelerare notevolmente lo sviluppo economico. Infatti, questa garantirebbe maggiore sostenibilità, trasparenza, tracciabilità, velocità nelle transazioni, ma soprattutto un’elevata sicurezza e privacy. Per perseguire questo obiettivo l’alleanza ha scelto la blockchain di Ethereum; questo perché la rete Ethereum implementa sistemi di sicurezza e caratteristiche molto solide ma modificabili che potrebbe adattarsi perfettamente alle esigenze aziendali. Questi sono solo alcuni dei grandi gruppi aziendali che si sono uniti all’EEA:

Quali sono le implicazioni sociali di Ethereum?
Ethereum, grazie alla tecnologia dell’EVM e dei contratti intelligenti, ha dato la possibilità ai programmatori di sviluppare applicazioni decentralizzate gestite in modo completamente democratico dal network. Attraverso Ethereum tutte le attività subordinate alle decisioni o all’intervento di un intermediario, di un ente centrale potranno essere decentralizzate rendendo “vincolanti” solo le decisioni prese dall’intero network su base consensuale. Il potere gestionale e decisionale sarà distribuito in modo equo tra tutti i membri del network in questione.

Ovviamente la decentralizzazione, che viene molto spesso contrapposta al decisionismo che esalta l’accentramento del potere teorizzato da Schmitt ad inizio ‘900, non è immune da critiche: le obiezioni maggiori sono verso il pensiero alla base delle criptovalute e dei sistemi decentralizzati, il pensiero anarco-capitalista.



Per informazioni più approfondite vi consigliamo di leggere il white paper (https://github.com/ethereum/wiki/wiki/White-Paper), grazie al lavoro di Ethereum Italia è disponibile anche in italiano (https://github.com/ethereum/wiki/wiki/%5BItalian%5D-Libro-Bianco)
Riguardo i dettagli tecnici dell’EVM vi consigliamo l’Ethereum yellow paper scritto da Gavin Wood, sviluppatore dell’Ethereum Fondation (http://gavwood.com/paper.pdf).