Federal Reserve di St Louis: Cryptovalute anonime

Le banche centrali, le criptovalute anonime e l'idea di un mercato libero e competitivoFederal Reserve di St Louis: ” Diamo il Benvenuto alle criptovalute anonime”

La Federal Reserve Bank of St Louis, una delle 12 banche di riserva regionali che costituiscono la banca centrale degli Stati Uniti, ha condotto uno studio investigando sui principali problemi e quesiti relativi al settore delle criptovalute. L’indagine vuole valutare le possibili soluzioni ed i possibili scenari collocando le criptovalute nell’economia reale, cercando di stimare le ripercussioni positive e/o negative per i consumatori e per le banche centrali.



Il campo d’indagine si estende inizialmente sulle 3 dimensione usate dalle banche per categorizzare il denaro.

  • La prima è la sua rappresentazione: una valuta deve essere virtuale o deve avere un corrispettivo fisico?
  • La seconda è la gestione delle transazioni: le transazioni devono essere gestite da sistemi di pagamento centralizzati o decentralizzati?
  • La terza è relativo al soggetto che crea il denaro: la produzione di valuta deve essere all’interno di un mercato competitivo o monopolista?

La ricerca di Aleksander Berentsen e Fabian Schär tenta quindi di compare la varie strutture di controllo di alcune valute centralizzate, trovando affinità e differenze con le criptovalute decentralizzate ed anonime.

Accogliamo le criptovalute anonime

Qui riportato integralmente la conclusione dell’analisi condotta.

La caratteristica distintiva delle criptovalute è la natura decentralizzata della gestione delle transazioni, che consente agli utenti di rimanere anonimi e consente l’accesso senza autorizzazione. Queste caratteristiche chiave sono una bandiera rossa per le banche centrali e prevediamo che nessuna banca centrale stimabile emetterebbe una moneta virtuale decentralizzata in cui gli utenti possano rimanere anonimi. Il rischio di reputazione sarebbe semplicemente troppo alto. Piuttosto, le banche centrali potrebbero emettere moneta elettronica dalla banca centrale. Questi soldi sarebbero strettamente controllati da loro e gli utenti sarebbero soggetti alle procedure standard KYC (“conosci il tuo cliente”) e AML (“anti-riciclaggio”). Si presume che alcune banche centrali stiano valutando l’emissione di una criptovaluta della banca centrale. I progetti di solito sono altamente centralizzati. In generale, non pensiamo che una banca centrale dovrebbe essere nel business per soddisfare la domanda di pagamenti anonimi. Riteniamo che tale domanda possa e sia perfettamente soddisfatta dal settore privato, in particolare attraverso le criptovalute. La storia e la realtà politica attuale mostrano che, da un lato, i governi possono essere cattivi attori e, dall’altro, alcuni cittadini possono essere cattivi attori. Il primo giustifica una valuta anonima per proteggere i cittadini dai cattivi governi, mentre il successivo chiede la trasparenza di tutti i pagamenti. La realtà è nel mezzo, e per questo motivo accogliamo criptovalute anonime, ma non siamo d’accordo con l’opinione che il governo dovrebbe fornirne uno.



L’idea di Hayek, di una economia in cui circolano più valute, private, concorrenti e parallele, sposa perfettamente tale conclusione.

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