non-fiduciario

Quando la fiducia deve essere data a pochiBitcoin e il ritorno del denaro non fiduciario

Questo articolo è stato postato origiriamente sul blog Medium di Federico Tenga e tradotto in italiano dalla redazione di Next Generation Currency.

Ai primordi dell’umanità il denaro non si basava su terze parti fidate. Questo paradigma mutò quando emersero sistemi fiduciari più efficienti. Bitcoin, grazie alla sua natura digitale, potrebbe riportare il denaro non fiduciario alle masse.

Il denaro, insieme alla scrittura, è probabilmente la più grande invenzione della storia umana. Mentre la scrittura migliora la trasmissione di informazioni alle generazioni successive, risultando più efficace del linguaggio orale e più efficiente della genetica, il denaro aiuta a tenere traccia dei favori nel tempo, rendendo possibile il commercio anche quando lo scambio di merci non è istantaneo.

Avere un bene intermedio o un oggetto collezionabile che funge da denaro è ciò che rende possibile la cooperazione umana su larga scala, anche tra gruppi che non si fidano l’uno dell’altro. Infatti, il denaro risulta essere molto più scalabile del baratto. Se vi sono n beni da scambiare, il baratto, per operare in un mercato funzionante, richiederebbe che i prezzi fossero n²-n, mentre con il denaro è sufficiente n-1, il che fa una grande differenza in un mercato complesso. Una così efficace scalabilità è possibile solo nel caso in cui ci sia una sola forma di denaro; più monete differenti ridurrebbero infatti l’utilità del denaro stesso.



In assenza di un’influenza statale, la moneta più utilizzata sostituisce le concorrenti creando un accentramento verso quella migliore. Questo fenomeno, noto come legge di Thiers, è stato osservato molteplici volte con la dollarizzazione di economie deboli come accaduto in Ucraina e altri paesi dell’Europa orientale negli anni ’90.

Poichè il nostro mondo diventa sempre più interconnesso, ce da aspettarsi che qualcosa di simile possa accadere su scala globale. Con l’intensificazione delle interazioni economiche tra individui ed entità con diverse valute locali, crescerà la necessità di una moneta comune, e con la legge di Thiers in atto è probabile che si verifichi anche un drastico consolidamento.

Ragazzi che esplorano le applicazioni non monetarie del marchio tedesco, 1923

Ma come possiamo definire qual è il denaro migliore? Storicamente si suppone che la moneta assolva tre funzioni:

(i) unità di conto,

(ii) mezzo di scambio

(iii) riserva di valore

Mentre il successo della prima dipende dalle altre due, la capacità di mantenere e scambiare efficacemente il valore è ciò che guida l’adozione di una valuta. In particolare, la riserva di valore è solitamente la caratteristica chiave che deve avere una moneta per essere riconosciuta come una forma affidabile di denaro. Le valute che non sono state in grado di mantenere il valore a causa dell’iperinflazione hanno sempre cessato di essere usate, con alcuni esempi degni di nota nella Repubblica di Weimar e più recentemente nello Zimbabwe.

La migliore forma possibile di denaro è spesso configurata come un bene che non è soggetta all’inflazione, come suggerito dai premi Nobel (FWIW) John Nash e Friedrich Hayek. Questo è probabilmente il motivo per cui l’oro ha avuto così tanto successo nei secoli.

Il costo della transazione

Un buon mezzo di scambio dovrebbe essere in grado di facilitare il commercio riducendo la frizione durante lo scambio di valore. In particolare, possiamo identificare due fattori di costo che caratterizzano l’efficienza di un determinato mezzo di scambio:

  • costi di stoccaggio / trasporto
  • costi di validazione

I costi di stoccaggio e di trasporto sono principalmente legati a due fattori: il rapporto tra valore e peso e la durabilità del bene. Mentre l’oro è spesso considerato buono a condensare valore, esistono alcuni altri materiali che hanno ampiamente sovraperformato, come i cristalli LSD, prezzati a circa $ 3000 al grammo, e l’anti-materia, che costa oltre $ 60 trilioni per grammo. In entrambi i casi, tuttavia, la conservazione nel tempo e il trasporto possono essere un problema, ciò li rende inutilizzabili per le applicazioni monetarie. L’oro e il contante sono decisamente migliori in quanto non si deteriorano facilmente, ma sono ancora limitati dalla loro natura fisica. Oggi, infatti, la maggior parte delle attività finanziarie sono digitalizzate e le transazioni avvengono elettronicamente, con costi estremamente bassi.

Prezzo per grammo in dollari di vari beni in scala logaritmica. Alcuni di questi sono beni altamente illiquidi, quindi il prezzo approssimativo potrebbe non essere affidabile

D’altra parte, il costo sostenuto per verificare la correttezza del pagamento ricevuto è stato uno dei problemi principali che i commercianti hanno riscontrato quando utilizzavano l’oro e l’argento. Controllare la purezza dei metalli richiedeva strumenti di misurazione appropriati o riscaldarli per farli brillare in modo distintivo, entrambe le verifiche non adatte per operazioni rapide istantanee. Con l’avvento della coniatura, le transazioni si sono fatte più agevoli in quanto un creditore poteva facilmente accettare una moneta stampata o coniata da una zecca rispettabile, poiché si poteva fidare che la quantità di metallo prezioso contenuta nella moneta fosse corretta.

A sinistra un denaro romano con argento al 97% circa di età augustea, a destra un Antoniniano del III secolo con solo il 30% di argento

Le monete fungibili erano ottime per il commercio e si diffusero molto rapidamente, ma poiché erano una soluzione fiduciaria, avevano la loro debolezza nella terza parte di cui tutti dovevano fidarsi. Così come un Cesare coniava monete affidabili di elevata purezza, il successivo Cesare era tentato molto spesso di svilire la moneta riducendo la quantità di argento contenuto e cercando di metterla in circolazione allo stesso valore nominale. La coniatura, già migliaia di anni fa, aveva dimostrato che le soluzioni centralizzate sono molto efficienti ma, per la teoria dei giochi, non molto resistenti.

Una nota di credito Jiaozi, la prima moneta cartacea mondiale, Song Dynasty (960-1279 CE)



Il conio è stato un buon tentativo di ridurre il costo di convalida delle transazioni utilizzando metalli preziosi, ma non ha contribuito a ridurre le spese di conservazione e di trasporto. Pertanto, mentre in Europa gli alchimisti stavano facendo del loro meglio cercando di trasformare il metallo grezzo in oro, in Cina, grazie all’invenzione delle note di credito, le corporazioni riuscirono a trasformare la carta in denaro.

Originariamente le prime banconote furono introdotte a causa della carenza di monete metalliche, ma presto i commercianti si resero conto che, rispetto al metallo, erano anche molto più comode da portare in giro. Le note divennero rapidamente molto popolari, soprattutto nell’economia in forte espansione della regione del Sichuan (XI sec), e il concetto fu così apprezzato che fu presto adottato anche dal governo centrale cinese. Al contrario, gli europei erano più scettici riguardo l’idea che la carta potesse essere usata come moneta, fu’ solo alcuni secoli dopo i rapporti di Marco Polo sulle note di credito cinesi, che gli europei videro qualcosa di simile nel mondo occidentale.

Sebbene la carta moneta era un’innovazione utile, la chiave per migliorare l’efficienza del sistema fu, ancora una volta, affidata a terzi. A differenza della coniatura, un significativo rischio di controparte emerse con la carta moneta, in quanto un emittente poteva effettivamente abusare del potere di stampare più denaro di quello che era effettivamente contenuto nelle sue riserve (cosa che accadeva molto spesso). Tuttavia, la storia ci insegna che la convenienza dei bassi costi di transazione è sufficiente per far esporre le persone ad un rischio di controparte nei confronti del coniatore fidato, ciò significa che preferire l’efficienza alla sicurezza è un comportamento che dovremmo aspettarci.

Fiducia nella scarsità

Per avere successo, il denaro deve essere nella giusta quantità, abbastanza scarso da essere in grado di mantenere un valore nel tempo, ma anche sufficientemente abbondante da sostenere il commercio. Avere il giusto livello di scarsità è sicuramente la caratteristica più importante che definisce il successo di una valuta, può essere la scarsità naturale delle conchiglie e metalli preziosi, la scarsità artificiale di Bitcoin e altri beni digitali basati su energia congelata, o la scarsità di moneta fiat, dove i cittadini si fidano che la banca centrale non abusi del potere di conio.

Un caso interessante che mostra come un oggetto senza alcun tipo di valore fondamentale o il supporto di un’autorità, ma con il giusto livello di scarsità e qualche effetto di rete, possa ancora essere usato come denaro, è lo Swiss dinaro iracheno. Dopo la Guerra del Golfo nel 1990, a causa di sanzioni economiche, il governo iracheno non poteva più importare più le banconote svizzere che stava usando, perciò ha iniziato a stampare nuove banconote da solo. Tuttavia, queste nuove banconote venivano scambiate a prezzi scontati, così Saddam decise di rinnegare il vecchio dinaro svizzero.

Tuttavia, nelle regioni curde autonome dell’Iraq settentrionale le banconote svizzere continuarono a circolare come valuta principale anche senza il sostegno del governo e, ovviamente, senza alcun altro valore fondamentale. Il dinaro svizzero non solo è stato continuato ad essere usato fino a quando gli Stati Uniti hanno preso il controllo del paese, ma si è anche apprezzato in modo significativo rispetto al nuovo dinaro Saddam troppo inflazionato. Infatti il dinaro svizzero passò dal tasso iniziale di 1: 1 a 300: 1 questo perchè nessuno possedeva gli stampi per timbrare dinari svizzeri in più e la scarsità della moneta venne garantita.

A sinistra il dinaro iracheno svizzero, a destra uno scellino somalo prebellico

Una situazione simile si è verificata in Somalia più o meno nello stesso periodo. In effetti, dopo gli inizi della guerra civile e la chiusura della Banca centrale somala, il vecchio scellino somalo rimase in circolazione per oltre due decenni senza il sostegno di alcuna banca centrale, ma in questo caso la vecchia valuta perse gran parte del suo valore a causa del signoraggio proveniente dal settore privato.

L’assenza di rischio di eccesso di offerta sembra essere uno dei principali fattori che determina il successo di un bene come una valuta, e nel futuro prossimo il Bitcoin è sicuramente l’asset che può fornire le migliori garanzie in tale direzione. La sua offerta non dipende certo dalla fiducia in una banca centrale, né dalla difficoltà di estrazione di una risorsa naturale all’attuale livello tecnologico, ma da un forte sistema di incentivi economici.

Futuro della valuta: fiduciaria vs non fiduciaria

Il denaro è solo uno strumento per scambiare e memorizzare valore, tutto ciò che conta per i suoi utenti è l’utilità che può portare. Se una banca centrale si assicura che l’offerta sia sempre ben calibrata per sostenere lo scambio nel sistema senza che la moneta perda di valore e se il governo centrale impone l’adozione garantendo un forte effetto di rete le valute fiat fiduciarie teoricamente potrebbero essere la forma ideale di denaro.

Tuttavia, ci sono due problemi evidenti: è necessario fidarsi della banca centrale per continuare a operare correttamente, (cosa irrealistica nel lungo termine) e che i benefici del monopolio supportato dal governo finiscano dove l’influenza governativa finisce (di soliti entro i confini nazionali)dei benefici di un monopolio sotto l’influenza governativa, di regola è esercitabile fino alle frontiere. Forme di denaro naturalmente scarse e non fiduciali, come i metalli preziosi, hanno perso la loro posizione dominante a causa dei loro alti costi di transazione, posizione mitigata dall’introduzione di note di credito che si sono poi evolute nelle moderne valute fiat.

Fortunatamente nel 2009, con il lancio di Bitcoin, il mondo ha avuto, per la prima volta, un denaro digitale non fiduciario che, grazie alla sua natura digitale, poteva avere costi di transazione competitivi.

King Mansa Musa (1280-1337), l’uomo più ricco di sempre visse, trasportando circa 100 tonnellate d’oro mentre viaggiava alla Mecca. A causa dei suoi atteggiamenti di spesa, ha causato un decennio di iperinflazione in Egitto.

I costi per immagazzinare e trasportare ricchezza con Bitcoin sono estremamente bassi: puoi facilmente portare miliardi di dollari in valore semplicemente memorizzando la tua chiave privata. Quando nel 1324 il re Mansa Musa, l’uomo più ricco della storia, dovette portare oltre 100 tonnellate di oro per coprire le sue spese durante il pellegrinaggio alla Mecca, ebbe bisogno di oltre 60000 uomini e 80 cammelli per trasportare le sue ricchezze. Inutile dire che con Bitcoin sarebbe stato tutto molto più semplice.



D’altra parte, i problemi causati dai costi di validazione sono ancora presenti nelle valute elettroniche non fiduciarie. Mentre con l’oro il costo di convalida della transazione cresce linearmente con l’importo trasferito (cioè più oro da controllare), con Bitcoin il costo è inelastico rispetto agli importi ma cresce linearmente con il numero di transazioni che avvengono sulla rete, a causa dell’architettura blockchain che tiene sicuro il sistema (qui l’approfondimento sui payment channel). Ciò causa problemi di scalabilità in tutte le criptovalute, ma sono già state implementate soluzioni per ridurre l’utilizzo di blockchain e aumentare il throughput delle transazioni (ad es. Lightning Network). Risulta quindi realistico aspettarsi che, con il progresso tecnologico, le valute non fiduciarie raggiungeranno un livello di efficienza simile a quello dei fiduciarie.

A parità di livelli di efficienza, le valute senza fiducia presentano alcuni chiari vantaggi rispetto a quelli fiduciari poiché, come suggerisce il nome, non richiedono fiducia in alcuna autorità. Una volta stabilita, la fiducia è ottima per tagliare i costi dell’interazione, ma è molto costosa da costruire, difficilmente si estende geograficamente ed è difficile da mantenere nel tempo. Invece Bitcoin si basa su principi più universali come le leggi matematiche e l’avidità umana che alimenta gli incentivi economici.

La natura fiduciaria non solo aumenta il rischio di un fallimento catastrofico di una valuta, ad esempio con fenomeni di iperinflazione, ma causa anche l’esposizione al dilemma di Triffin, cioè il conflitto di interessi tra obiettivi nazionali a breve termine e internazionali a lungo termine, derivanti in un paese la cui valuta funge da valuta di riserva globale, rendendo il denaro fiat non ideale al di fuori del suo paese d’origine.

Percorso verso un’adozione globale

Una valuta senza fiducia come Bitcoin presenta alcuni ovvi vantaggi se lo si paragona alle moderne valute fiat e, se può raggiungere livelli simili di efficienza, dovrebbe diventare la scelta più ovvia per chiunque.

Tuttavia, Bitcoin difetta ancora di una caratteristica chiave: l’effetto rete. Se pochissime persone lo utilizzano per le transazioni, ha un’utilità limitata come valuta, e riduce l’incentivo ad usarlo.

Esistono due diversi possibile scenari da analizzare in cui Bitcoin potrebbe ottenere una sostanziale spinta diventando così la principale valuta globale: un catastrofico fallimento delle monete fiat e un ambiente macroeconomico stabile per i prossimi decenni.

Grazie al suo approccio decentralizzato all’emissione di moneta e alla convalida delle transazioni, Bitcoin ha il suo più grande vantaggio nella mancanza di esposizione ai rischi sistematici delle valute legali. In caso di una crisi finanziaria globale (la cui probabilità è difficile da stimare e fuori dallo scopo di questo articolo), la fiducia dei governi nel ripagare i loro debiti e la capacità delle banche centrali di controllare la stabilità della loro valuta potrebbero essere compromessa.

In uno scenario del genere, ci si può aspettare che le persone considerino il Bitcoin come il safe heaven per preservare la propria ricchezza, aumentando l’adozione e il suo utilizzo per le transazioni finanziarie. Nello scenario opposto, dove non si verifica nessun evento dirompente, ci sono comunque alcune forze che guideranno l’adozione globale di Bitcoin. In primo luogo, a differenza delle valute fiduciarie, Bitcoin ha un altissimo livello di scalabilità sociale, definita da Nick Szabo in uno dei suoi post come:

“La scalabilità sociale è la capacità di un’istituzione di superare le carenze nelle menti umane e nelle motivazioni o aspetti vincolanti di detta istituzione, che limitano chi o quanti possono aspirare a parteciparvi”

Bitcoin è socialmente scalabile perché non ha bisogno di acquistare fiducia per la sicurezza e affidabilità del sistema. La fiducia è estremamente costosa, poiché richiede agli esseri umani di elaborare molte informazioni con capacità cerebrali limitate e non espandibili e deve essere riacquistata ad ogni nuova generazione. Quindi, nel tempo, i sistemi fiduciari devono continuare a investire risorse nell’acquistare la fiducia di ogni nuova persona sul pianeta, mentre Bitcoin, grazie alla sua natura senza fiducia, non ha bisogno di acquistare fiducia, ottenendo così un vantaggio significativo.

American Union Bank perde la fiducia dei suoi clienti. New York, 1929

Inoltre, una valuta senza fiducia, considerata in chiave di mezzo di scambio, ha un enorme vantaggio rispetto a quelle fiduciarie: è resistente alla censura. Questa è infatti la caratteristica chiave che garantisce l’inclusione finanziaria a tutti coloro che dispongono di risorse sufficienti per partecipare alla rete, il che significa che per almeno una nicchia (ricordiamo i 2.5 mld di persone senza un conto corrente NdR) il Bitcoin è l’unica opzione per accedere ai pagamenti e ad altri servizi finanziari.

Seguendo questa ipotesi, è possibile immaginare uno scenario in cui vi è una maggioranza della popolazione mondiale che può utilizzare sia una valuta fiduciaria sia una senza fiducia, senza particolari preferenze, perché in entrambi i casi possono ottenere l’utilità a cui mirano, e una minoranza che ha una forte preferenza per una valuta senza fiducia perché ha bisogno della funzione di resistenza alla censura. Prima che la minoranza descritta diventi abbastanza grande da essere rilevante, alla maggioranza sarà richiesta più consapevolezza e preparazione su come funziona il bitcoin.

Quindi, a causa della limitazione della mente umana ad elaborare nuove informazioni e acquisire conoscenze, la fase di adozione potrebbe essere più lunga di quanto ci si aspetti nel settore. Tuttavia, una volta che la minoranza guadagna abbastanza trazione, possiamo aspettarci che commercianti e fornitori di servizi (ma anche utenti regolari che desiderano accedere a servizi pagabili solo in Bitcoin) inizino a privilegiare il supporto per Bitcoin, per poter negoziare con la maggioranza indifferente e la minoranza intollerante. Una minoranza intollerante che impone le sue preferenze alla maggioranza indifferente non è una novità, come sottolineato da Nassim Taleb, è infatti un fenomeno frequente nella nostra società.

Inoltre è importante notare che la resistenza alla censura può abilitare altre interessanti caratteristiche che sono tecnicamente possibili anche con la valuta fiduciaria, ma quasi mai supportate per molteplici ragioni. Un esempio l’implementazione di una forte privacy (non ancora presente su Bitcoin, ma potenzialmente supportabile), che potrebbe essere implementata anche su soluzioni centralizzate come PayPal ma, a causa di normative governative o obiettivi aziendali delle società (es. Raccogliere dati degli utenti), non sono mai state abilitate.



Simili funzionalità aggiuntive possono ulteriormente aumentare le dimensioni della minoranza intollerante che guiderà l’adozione globale della valuta digitale senza fiducia.

Oro digitale e argento digitale

Sin dai primissimi giorni del Bitcoin, le persone hanno iniziato a confrontarlo con il prodotto intermedio senza fiducia storicamente più riuscito, chiamandolo oro digitale. La domanda sorge spontanea, se esiste una cosa come l’oro digitale, dov’è l’argento digitale? I promotori di Litecoin (e altri altcoiner) hanno cercato a lungo di commercializzare la loro moneta come argento digitale, destinato a essere utilizzato per transazioni minori come l’argento ai vecchi tempi. Mentre il confronto può essere allettante e sicuramente è una buona strategia di marketing, è necessario chiedersi se c’è un bisogno di un argento digitale.

Un’oncia d’oro e il suo valore approssimativo in argento (a prezzi correnti avresti effettivamente bisogno almeno di un altro barra d’argento).

L’argento ha guadagnato successo grazie alla sua capacità di superare ciò che è allo stesso tempo è un difetto e un pregio dell’oro: avere un rapporto valore-massa eccessivo. La capacità di concentrare molta ricchezza in piccole quantità è ottima per transazioni di alto valore e depositi di valore, ma rende poco pratiche le transazioni più piccole e più comuni. Questo perchè misurare le frazioni di un grammo di oro è molto difficile e ciò porta i costi di validazione spesso oltre il valore della transazione. L’argento era perfetto per l’uso quotidiano, ancora scarse per essere un deposito affidabile di valore ma abbastanza abbondante per essere facile da usare anche per le piccole transazioni.

C’è bisogno di un equivalente di argento nel mondo digitale?

Sicuramente gestire dei satoshi non è più difficile che gestire i bitcoin, ma il prezzo elevato che la rete Bitcoin sta pagando per la sicurezza della convalida della transazione può essere considerato eccessivo per gli use case in cui vengono trattate piccole quantità. Una seconda rete con diversi compromessi tra prestazioni e sicurezza sembra una soluzione ragionevole, per migliaia di anni abbiamo usato diversi mezzi di scambio per diversi tipi di transazione, quindi potrebbe aver senso farlo di nuovo.

Diversamente dall’oro, il Bitcoin è denaro programmabile, quindi è possibile risolvere alcuni dei suoi limiti con un approccio diverso. Grazie alle capacità del suo smart contract è infatti possibile costruire nuovi livelli su Bitcoin, livelli con un differente trade-off in termini di sicurezza/efficienza per adattarsi a nuovi casi d’uso e diversi tipi di transazioni. Questo è il motivo per cui è più probabile che qualcosa come il Lightning Network diventi l’argento digitale piuttosto che un nuove altcoin con un’unità diversa e un’altra storia di transazioni da controllare.

Conclusioni

Le valute non fiduciarie hanno molti meno rischi sistematici di quelle fiduciarie, ma a causa della maggiore efficienza di quest’ultime, nell’ultimo secolo, le valute fiat hanno ottenuto una quota di mercato dominante. Con l’introduzione delle monete digitali affidabili e programmabili, ci si aspetta un cambiamento di paradigma e, in base all’imprevedibilità dei futuri eventi macroeconomici, l’adozione di massa potrà richiedere anni o decenni, ma gli incentivi sono già in atto.



Una valuta massimizza la sua utilità quando è solo una in un sistema, è improbabile che alcuni cloni di Bitcoin vedranno un successo sul lungo termine, proprio come, nella storia dell’umanità, non tutti i minerali preziosi hanno avuto lo stesso successo dell’oro.

Bitcoin sta dimostrando che, anche quando hai un enorme vantaggio tecnologico sui sistemi che stai cercando di sostituire, non è molto semplice ottenere una sostanziale trazione, ciò rende difficile credere che solo cambiando alcuni trade-off sarà sufficiente prendere il posto di Bitcoin (per le altcoin NdR). Molte persone in tutto il mondo hanno bisogno di moneta digitale non fiduciari per spostare e memorizzare valore, ma dal momento che stiamo parlando di valute, ne basta una sola.

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