ethereum classic nascita

Cos’è Ethereum Classic e perchè esistono due Ethereum?

Per conoscere come nasce Ethereum Classic, è necessario fare un passo indietro, alla la nascita di Ethereum. Nel 2013, il programmatore e co-fondatore di Bitcoin Magazine, il giovane canadese Vitalik Buterin, pubblica un whitepaper dove sviluppa l’idea di un token digitale con una sua blockchain associata, che fosse più poliedrica rispetto al funzionamento di Bitcoin (scambiarsi valore in maniera diretta “peer-to-peer”). Fu così che iniziarono a nascere progettualità volte alla creazione di un’ecosistema virtuale, con la sua propria blockchain e la sua piattaforma di “smart contracts”. Entrambe fatte “girare” grazie al suo token nativo, chiamato ether (ETH), che quindi appare quasi come una “benzina” della piattaforma.

Ethereum è stato lanciato circa due anni dopo il whitepaper, che descriveva il suo funzionamento, da una fondazione no-profit basata in Svizzera. Ethereum è una piattaforma dove possono essere costruite diversi e vari tipi di applicazioni. Uno smart contract invece è uno stato contrattuale che è mantenuto all’interno della blockchain, e viene eseguito quando diverse condizioni sono soddisfatte, o riscontrate. Queste applicazioni sono spesso chiamate Dapps, ovvero Decentralized Apps.

Ethereum Classic?

Come si è dunque arrivati alla creazione di Ethereum Classic?
Nell’Aprile del 2016, un’azienda appartentente all’industria blockchain e IoT, Slock.it, annuncia il lancio di DAO su Ethereum. DAO è un acronimo che significa Decentralized Autonomous Organization. Potete leggere di più su cos’è una DAO in questo  interessante articolo di Vitalik Buterin. In pratica, la vendita dei token DAO viene concepita come un modello di crowdfunding decentralizzato, dove ognuno dei partecipanti avrebbe potuto inviare ether, ricevendo in cambio dei token. Questi ultimi avrebbero reso i loro detentori “membri votanti” all’interno organizzazione decentralizzata costituita. Il 27 Maggio 2016, vengono raccolti 150 milioni di dollari nella vendita dei token DAO. La cifra rappresentava al tempo un valore astronomico considerando che l’ether inviato ricopriva circa il 14% della capitalizzazione totale di Ethereum

Meno di un mese dopo, il 17 Giugno, un hacker utilizza un exploit nel codice di smart contract della DAO per rubare circa 60 milioni di dollari in tokens, inserelendoli all’interno di un account segregato. Appena la notizia del furto informatico viene diffusa, il prezzo di Ethereum crolla, perdendo circa il 50% del suo valore. All’interno della community di Ethereum, intanto, nascono i primi dissidi sulle possibili risoluzioni del problema.

Diversi tentativi di recuperare i fondi rubati vengono portati avanti nei giorni seguenti, ma viene presto capito che l’unica soluzione per il recupero è una hard fork. Per capire meglio cos’è una hard fork potete leggere questo  articolo che lo spiega in maniera molto semplice. Quest’ultima è mirata a “cancellare” il furto, “resettando” la blockchain creandone una nuova versione e riportando i fondi originali ai legittimi proprietari. Se da una parte questa provvede a ridare, sulla nuova blockchain Ethereum, i token a chi spettava dall’altra parte questa soluzione non è completamente etica per il principio chiave di immutabilità, uno dei key driver dell’intero sistema blockchain.



Dopo giorni di dibattito, l’hard fork viene messa ai voti, il 15 Luglio 2016 una hard fork viene implementata dalla Ethereum Foundation. È importante notare, che solamente il 6% degli Ethereum in circolazione (necessari per votare), votarono nei 12 giorni disponibili al voto. Questo significa che sono in pochissimi, all’interno della community, a dare un’opinione su quale sarebbe dovuto essere lo svolgimento degli eventi. E così la nuova blockchain, con il furto cancellato, nasce il 20 Luglio 2016.

Anche se molti credettero che la nuova versione della blockchain avrebbe dissipato quella vecchia completamente, fu presto chiaro che diversi partecipanti erano convinti supporters della continuazione della vecchia blockchain, soprattutto per motivi filosofici e di immutabilità del sistema.

Ed è così che il 20 Luglio 2016, il protocollo Ethereum originale viene chiamato Ethereum Classic, e il suo token nativo ETC.

Quali sono le differenze tra i due Ethereum?

[Le differenze non vengono spiegato in modo tecnico, ma in maniera semplice. Più avanti uscirà un articolo con le differenze tecniche dettagliate]

Ethereum funziona su una vera e propria nuova blockchain, e la maggior parte degli user e miner si sono spostati a questa nuova blockchain, dopo il fork. Ethereum Classic, dall’altra parte, funziona su un protocollo che ha una funzione simile a Ethereum. È più la sua community che fa la differenza. Il 10% circa delle persone che si sono attenute alla visione e versione originale di Ethereum sono relativamente meno conosciute (e si fanno di sicuro vedere di meno), e sono leali rispetto al concetto di “ledger immutabile”. Ethereum funziona molto più come un'”azienda di software”: i suoi sviluppatori sono conosciutissimi, i suoi leader rilasciano spesso interviste, e sopratutto provano a stringere più accordi possibili. Per esempio, l’Ethereum Alliance, ha al suo interno aziende miliardarie come JPMorgan, Accenture, Microsoft, UBS e non solo. Questo supporto ha aggiunto o tantissima confidenza del mercato, sopratutto da investitori nuovi al mercato delle cryptovalute. Ma abbiamo davvero bisogno di questi players, o era quello che volevamo eliminare dall’inzio?



Ethereum, per sua natura inoltre è molto più prona a hard fork future, al contrario di ETC. Ethereum al momento, ha una capitalizzazione circa 30 volte più grande di quella del suo fratellino, Ethereum Classic. Le due cryptovalute hanno preso strade molto diverse, sia a livello di sviluppo che a livello di community, e non sta a noi dire qual è la migliore tra le due. Di sicuro possiamo aspettarci cose molto interessanti da entrambe.

 

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