finanziamenti privati ai partiti con Blockchain

Blockchain, trasparenza e finanziamenti privati: in Italia è necessaria la trasparenza

Il finanziamento privato ai partiti è problematico in Italia perché presenta spesso troppa opacità nell’identificazione del mittente e/o del benefattore. Questo chiaramente porta molto spesso ad un uso privato e corporativo dei partiti, potendo mobilitare norme e leggi ad hoc. La scelta di utilizzare uno strumento capace di tracciare pubblicamente e indelebilmente ogni transazione non può essere prorogata al futuro, ma diventa imminente inserirla nella agenda nazionale.

Indagine finanziamenti privati ai partiti di Fq Millennium

“Un partito con quello che hai in tasca te lo compri, se hai una tasca un po’ grande” sentenzia il Senatore Lucio Malan ai giornalisti mascherati come due finti lobbysti nello studio di Palazzo Madama. Interessante il report sotto copertura dei giornalisti Luigi Franco e Thomas Mackinson nelle stanze del potere.



Per il mensile Fq Millennium, i due cronisti si sono finti lobbisti pro-sigaretta elettronica, rappresentando come gli interessi privati di una multinazionale araba. Sono quindi bastate poche chiamate per ottenere appuntamenti con sei diversi parlamentari. Non appena viene ventilata la possibilità di una disponibilità al finanziamento, le promesse nei programmi elettorali sembrano passeggere e mutabili.

A differenza di tanti altri Paesi nella Unione Europea o extra-europei, l’Italia presenta una legislazione unica in questa materia. In accordo con un regolamento che vuole tutelare la privacy ad ogni costo, se un imprenditore finanzia un partito con 50 mila o 100 mila euro può farlo tranquillamente in segreto. Non è stata approvata nessuna norma sulle lobby, si è addirittura estesa a finanziamenti in ombra oltre i 5.000 euro. Inoltre, durante le indagini per corruzione sono state proibite le intercettazioni informatiche di smartphone e computer.

La politica sta rendendo legali le tangenti, finché il registro e un codice di condotta non venga previsto dalla legge.

Come utilizzare la Blockchain per i finanziamenti privati?

Come dimostrato da molti politologi, la trasparenza è l’elemento vitale della democrazia. Tuttavia, questo valore viene più volte oltraggiato da escamotage burocratici. Come quindi provare a risolvere questo incombente scenario?



Vi ricordate la piattaforma di donazione Helperbit? Beh, se non vi ricordate potete leggere qui la sua descrizione e qui l’intervista al suo fondatore. L’idea è quindi semplice. La Blockchain di Bitcoin è un database, un registro pubblico e trasparente nel quale vengono registrate pubblicamente ed in modo permanente le transazioni degli utenti al suo interno. La variante proposta da Helperbit è data dal fatto che quando un utente decide di donare, deve lasciare un proprio riferimento identificativo nel portale. Questo per permettere la completa trasparenza e tracciabilità durante le transazioni.

Immaginario quindi un auspicabile scenario in cui ogni lobby viene registrata in una piattaforma come la precedente, inserisce i dati del suo settore e gli interessi che vuole portare avanti. Nella stessa piattaforma, un portatore di interessi può inviare una certa somma di denaro ai partiti, garantendo che il finanziamento sia diretto e trasparente. Il tutto viene trascritto immutabilmente sulla Blockchain. Collegando il servizio ad un Exchange, il diretto interessato potrà pagare in euro e il ricevente potrà decidere se tenere bitcoins o ricambiarli successivamente in moneta fiat.

Il rispetto della trasparenza deve essere un impegno improrogabile per la prossima legislatura.



Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*