Imprese Fintech

Le imprese fintech offrono soluzioni complementari a quelle già presenti sul mercatoFintech in aiuto alle imprese

Abbiamo già parlato in altre occasioni su questo sito di cosa intendiamo per fintech, unione delle parole in inglese, finanza e tecnologia. In pratica, imprese regolate per Consob o Banca d’Italia che offrono servizi finanziari, utilizzando le più recenti tecnologie disponibili per offrire prodotti e servizi finanziari, senza essere necessariamente in possesso di una licenza bancaria.

Le imprese fintech dedicate al finanziamento partecipativo, il cosiddetto crowdinvesting si stanno consolidando in Italia come alternativa alle banche, a dirlo sono i dati, elaborati dall’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano che ha rilevato nel suo terzo report sul crowdinvesting in Italia la crescita del equity crowdfunding, del lending crowdfunding e la più recente comparsa sul mercato di piattaforme di real estate crowdfunding (come Housers e Walliance) che permettono di innovare e semplificare gli investimenti in ambito immobiliare, tutte queste innovazioni stanno costringendo il settore bancario a cambiare.

Questo tipo di modalità di finanziamento rappresentano un’opportunità interessante per le piccole e medie imprese italiane che intendono finanziare la propria attività. Dall’analisi dei dati del rapporto emerge una forte crescita, favorita sopratutto da politiche accomodanti, una fra tutte è sicuramente l’estensione dell’equity crowdfunding a tutte le imprese italiane, non soltanto alle startup innovative e l’applicazione di una ritenuta del 26% ai proventi derivanti dal lending crowdfunding.

Il crowdlending funziona come uno strumento che permette di prestare in modo semplice, con conoscenza e trasparenza sui dati, eliminando per quanto possibile le asimmetrie informative. La principale differenza tra le imprese fintech e i canali di finanziamento tradizionali, risiede nel “collegamento” diretto tra gli investitori e gli imprenditori. Le imprese fintech mettono realmente il cliente al centro della loro attività, costringendo gli attori tradizionali ad un cambiamento del loro modello di business. Un altro aspetto preso particolarmente in considerazione è che tendono a non richiedere garanzie alle imprese, privilegiando metodi innovativi nella valutazione del rischio creditizio, come nel caso del lending crowdfunding.

Sono diverse le ragioni per le quali queste imprese stanno raggiungendo sempre maggiori quote sul mercato nazionale, molto spesso offrono un modello “aperto” e “inclusivo” che permette di unire sotto uno stesso “tetto” investitori privati e istituzionali, cruciale in questo senso il coinvolgimento di investitori istituzionali accanto alla ‘folla’ (crowd) che danno la spinta necessaria per moltiplicare i volumi e raggiungere gli obiettivi. Anche la velocità di risposta alle necessità dei clienti, con un servizio al cliente dedicato, preparato e pronto a soddisfare ogni richiesta viene sempre più preso in considerazione e permette alle fintech di differenziarsi da ciò che viene offerto dai canali tradizionali.

Le imprese fintech offrono soluzioni complementari a quelle già presenti sul mercato, la competizione con le banche negli ultimi anni ha lasciato sempre più spazio ad una collaborazione che permetta di apportare benefici ad entrambe le realtà con integrazioni tra i diversi modelli di business sempre più crescenti. Il settore bancario ha compreso che se vuole rimanere competitivo sul mercato deve, come le fintech, mettere il cliente al centro della propria attività offrendogli un livello di servizi superiore rispetto a quando, nel mercato, non erano presenti le imprese fintech.

In realtà, il mondo fintech è molto vasto. Troviamo prodotti o servizi che possono rispondere a diversi bisogni delle imprese, dalle piattaforme o software che permettono di effettuare pagamenti e trasferimenti, mobile banking o innovano le assicurazioni. Un bel caso, tutto italiano, che mi piace ricordare è quello di Fatture In Cloud.

L’idea geniale che ha sviluppato Daniele Ratti, che hai tempi era ancora un giovanissimo studente universitario, permette in pochi semplici clic di rendere l’attività di fatturazione, sopratutto all’interno delle piccole e medie imprese, più semplice e smart. Una volta che una PMI apre un account con Fatture In Cloud può generare preventivi e fatture online, analizzare lo storico, registrare gli acquisti e inviare e conservare le fatture. La consultazione è disponibile anche attraverso una app dedicata, sulla quale è possibile ricevere notifiche push, un po’ come accade per i messaggini di whatsapp, ma con la differenza che spesso le notifiche che riceveremo riguarderanno scadenze fiscali o il promemoria per crediti da riscuotere o debiti da sollecitare.

Che fine fa il commercialista con tutta questa automatizzazione? non resta escluso. Il commercialista, che molto spesso, è il vero e proprio CFO esterno alle PMI può connettersi all’account e controllare la documentazione, caricando se necessario gli F24 e dialogando con chi all’interno dell’impresa si occupa di contabilità attraverso una chat integrata.

Questo verticale, dei servizi fintech a supporto delle imprese sta crescendo molto e nei prossimi anni, ne sono sicuro, continuerà a farlo, l’invito quindi è quello di rimanere con gli occhi e orecchie ben aperti, il tempo delle lamentele è finito: oggi la tecnologia ci viene veramente incontro.



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