Il fintech innova l’industria del trasferimento di denaro e delle rimesse internazionali

Le rimesse internazionali a livello globale sono tornate a crescere nel 2017 dopo due anni di flessione, tornando a sfiorare i 450$ miliardi di dollari secondo i più recenti dati della Banca Mondiale.

Questo mercato, a lungo dominato dalle grandi banche e da grandi colossi finanziari specializzati in “bonifici internazionali”, è ormai da qualche anno investito da una ventata di innovazione e semplificazione grazie alle startup fintech che operano in questo verticale. Tra queste ricordiamo WorldRemit nata nel 2010, TransferWise nel 2011 e Revolut nel 2014.

Grazie alla loro agilità e rapidità in termini di cambio di valuta sempre più PMI scelgono di utilizzare le imprese fintech per gestire le loro operazioni in valuta estera.



La crisi economica ha costretto le piccole e medie imprese ad andare all’estero e collocare i loro prodotti in paesi nei quali non avrebbero mai pensato di operare se non fossero state costrette a sopravvivere e trovare nuovi mercati di sbocco. Questo processo ha permesso a molte PMI di maturare e crescere come aziende, diventando più robuste e resistenti ai cicli economici avversi grazie all’esportazione. L’operatività sui mercati internazionali le ha spinte a ripensare il loro modo di operare, ottimizzando le operazioni, e affrontando nuove sfide: la gestione delle valute e il loro tasso di cambio.

Tutte le nuove soluzioni di rimessa fintech mirano a ridurre i prezzi associati al trasferimento di denaro attraverso i confini e ridurre il più possibile i tempi di trasferimento. La maggior parte delle soluzioni cerca anche di offrire delle alternative più flessibili per ricevere il denaro. Tutto ciò rappresenta una vera sfida per i vecchi attori del settore che dovranno stringere partnership se vogliono rimanere al passo con i tempi.

WorldRemit, ha concluso i primi round di finanziamento iniziali con due dei principali fondi di venture capital al mondo: Accel Partners e Technology Crossover Venture (TCV). Il suo target principale sono le rimesse internazionali che i lavoratori migranti fanno in favore dei loro paesi di origine per sostenere la famiglia. Offrono ai destinatari la possibilità di accettare denaro come “deposito bancario, prelievo in contanti o ricarica telefonica”, permettendo in questo modo anche a coloro che non hanno un conto corrente, situazione molto diffusa sopratutto nei paesi in via di sviluppo, di accedere a servizi finanziari di base e ricevere denaro senza aver bisogno di un conto corrente bancario o di una carta di debito.

TransferWise, dalla sua nascita nel 2011 ad oggi è diventata una delle più grandi startup fintech, con un valore di oltre $ 1 miliardo, si concentra su una base di utenti di classe media. TransferWise è di base a Londra, la City che sempre di più si sta popolando di imprese fintech che occupano spazi e uffici che una volta erano ad appannaggio solo di banche e assicurazioni.  TransferWise afferma di offrire agli utenti il ​​”mid-market” o tasso interbancario per i loro trasferimenti, senza costi aggiuntivi per il cambio di valuta. Dalla sua nascita TransferWise ha trasferito più di 3 miliardi di dollari in tutto il mondo.

Revolut, è un nuovo player nel panorama delle rimesse internazionali. Nel 2017 ha chiuso un round di investimento da 66 milioni di dollari guidato da Index Ventures. La società ha adottato un approccio più ampio, diffondendosi al di là di trasferimenti di denaro facili e convenienti e includendo molte delle più tradizionali funzionalità bancarie. Offrono un’app bancaria che permette di tenere traccia delle spese e inviare o richiedere facilmente denaro, rendendo più semplice il pagamento e la riscossione delle fatture. Recentemente hanno sviluppato all’interno della loro app anche il supporto per le criptovalute, consentendo agli utenti di acquistare, vendere e scambiare bitcoin e ether, oltre alle 23 valute che già mettevano a disposizione dei loro utenti.

È importante quando si decide di operare con questo tipo di imprese di assicurarsi che siano supervisionate da istituzioni ufficiali degli Stati in cui operano, è necessario effettuare alcuni controlli per assicurarsi che siano conformi alla legge e che il denaro che le PMI mettono a loro disposizione sia protetto. Per questo motivo è buona norma assicurarsi che le sedi di questa società siano basate in un paese membro dell’Unione Europea. Questo requisito è garanzia del fatto che l’impresa fintech sia soggetta alla legislazione europea, in modo che le imprese che decidano di affidarsi a questo tipo di soluzioni evitino problemi come il ritardo nel trasferimento dei fondi a causa di una mancanza di conoscenza dell’origine dei fondi o dello scopo della transazione monetaria. Uno dei vantaggi che si ottengono utilizzando questo tipo di piattaforme è che possono essere utilizzate 24 ore su 24 accedendo tranquillamente tramite internet. Per quanto riguarda il servizio clienti bisogna assicurarsi che offrano un intervallo di tempo sufficiente al supporto e alle necessità dell’impresa. In molti casi, queste piattaforme mettono a disposizione dei loro clienti un supporto attraverso un indirizzo e-mail o tramite un numero di telefono attivo solo durante determinate ore.  Ma non preoccupatevi, non potrà essere peggiore del servizio clienti della vostra banca.



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