Coinchek e Mt. Gox

Il furto su Coincheck, niente a che vedere con Mt. Gox.

La piattaforma giapponese Coincheck, specializzata nel trading di criptovalute, ieri sera ha comunicato che è stata bucata, subendo un maxi-furto di circa 58 miliardi di Yen, ovvero poco più di 530 milioni di dollari. Oltre 500 milioni di NEM sono spariti dalla piattaforma. La somma potrebbe rivelarsi anche superiore in seguito ad ulteriori indagini, ma nel frattempo il management di Coincheck ha annunciato che compenserà i propri clienti dalle perdite subite. Tuttavia, adesso i servizi di trading sulla piattaforma sono stati sospesi momentaneamente.



Mt. Gox cosa accadde?

Il programmatore Jed McCaleb nel 2006 decise di voler creare un portale online dove gli utenti potessero scambiarsi le carte di Magic. Nel Gennaio 2007, comprò un dominio chiamato mtgox.com, per abbreviare il nome del video game “Magic: The Gathering Online”. 

Nel Luglio 2010, Mt. Gox lanciò nel suo sito anche un exchange per Bitcoin. Dopo pochi mesi, Bitcoin era l’unico prodotto nella piattaforma.  Circa un anno dopo, McCaleb decise di vendere il sito a Mark Karpeles. Tuttavia, la scelta non fu saggia. Il 19 Luglio 2011, venne per la prima volta bucato l’exchange, causando una caduta libera del prezzo di Bitcoin e un furto di molti bitcoins. Coincheck e Mt.Gox a confrontoSuccessivamente nel Febbraio del 2013, per una legge contro il riciclaggio, Mt. Gox bloccò temporaneamente la possibilità ai propri clienti di ritirare i proprio fondi. Nonostante tutti gli eventi che avrebbero potuto far intendere a molti le vulnerabilità della piattaforma, da Aprile 2013 fino ai primi mesi del 2014, il sito raccoglieva oltre il 70% della transazioni Bitcoin, diventando quindi la prima piattaforma di trading mondiale.

5 Agosto 2017, Mt. Gox riferì alla di avere subito “significative perdite” economiche a causa delle molte cause subite dai clienti americani e da altri problemi di management interni. Inoltre, per molti mesi i clienti non riuscirono a ritirare i propri fondi o vennero ritirati con ingenti ritardi.

7 Febbraio 2014, Mt. Gox bloccò definitivamente tutti i ritiri di bitcoins. Qualche giorno dopo, comunicò alla stampa di avere dei problemi nel software nel proprio sito, e che fino a quando non avrebbero risolto il bug, l’opzione di ritiro non sarebbe stata disponibile. 24 Febbraio, vennero sospese anche tutte le operazioni di trading, e qualche ora dopo, il sito andò online. Lo stesso giorno, venne annunciato al mondo la notizia che la compagnia era insolvente a causa di un furto di oltre 744.408 bitcoins.



Entro il primo di Marzo, il valore di Bitcoin perse il 36%.

Coincheck o Mt. Gox?

La cifra sottratta a Coincheck è inferiore, a livello nominale, al furto realizzato ai danni di Mt. Gox. Inoltre, il furto subito corrisponde a circa lo 0,25 valore aggregato dell’intero mercato. Inoltre, anche Paul Rieger, un membro del NEM Europe team, ha riferito che gli account che hanno subito perdite verranno ricompensati dalla stessa società.

Chiaramente, l’esito di tutta questa vicenda è più sereno di quella passata. Tuttavia, questo (accaduto) fa notare quanto ancora l’ecosistema abbia bisogno di aiuto e controllo per colmare a tutte quelle vulnerabilità che possono metterlo in ginocchio.

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