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G20: Bitcoin e criptovalute non creano nessun rischio nei sistemi finanziari

ARGENTINA, 20 Marzo 2018 – In queste ultime ore si sono riuniti a Buenos Aires i diversi Paesi che compongono il G20. Il Gruppo dei 20 (o G20) è un forum dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali, creato nel 1999, dopo una successione di crisi finanziarie, per favorire l’internazionalità economica e la concertazione tenendo conto delle nuove economie in sviluppo. Di esso fanno parte i 19 paesi più industrializzati (quelli del G8 in primis) con l’eccezione di Spagna, Paesi Bassi e Svizzera. È presente, inoltre, l’Unione europea. Il G20 rappresenta i due terzi del commercio e della popolazione mondiale, oltre all’80% del PIL mondiale. Sono presenti anche alcune tra le maggiori organizzazioni internazionali.

In accordo con le fonti di Forbes, Bitcoin e le altre criptovalute sono state processate durante la giornata di ieri, risultando “non colpevoli” dalla giuria dei 20 Paesi industrializzati. Infatti, questi nuovi asset scritturali non rappresentano un rischio all’interno dell’attuale sistema economico e finanziario globale. ” Questi cripto asset hanno raccolto a se un numero considerevole di utilizzatori. Tale fenomeno deve essere seguito da un’attenta analisi per porre in sicurezza i vari consumatori e investitori” afferma Mark Carney,  attuale Presidente del Financial Stability Board (FSB) , organismo internazionale che monitora i rischi per la stabilità finanziaria, e Governatore della Bank of England.

Tuttavia, lo stesso sostiene che la mancata vigilanza e protezione in questo settore potrebbe creare rischi sistemici e potenziali scintille per una ulteriore crisi finanziaria. Carney pone infatti l’attenzione sui mercati “over-the-counter” (OTC) nei quali non esiste alcuna garanzia, creando diversi disagi tra consumatori e clienti. La data del final report non è ancora stata rilasciata.



Bitcoin e i rumors del G20

Dopo le notizie positive provenienti dal Cono del Sud, Bitcoin e le altre criptovalute sembrano aver ripreso un po’ di capitalizzazione persa in questa settimana. Tuttavia, la rincorsa è ancora lunga. Nonostante, le parole positive del Presidente della FSB, un accordo multilaterale non è ancora nell’agenda internazionale. Le posizione dei diversi ministri e banchieri centrali rimane discordante.

Questo settore rappresenta ancora l’1% dell’interno prodotto interno lordo mondiale, ma la necessità di una pianificazione globale deve essere qualcosa di prioritario per aiutare tale fenomeno di crescere in modo sereno e rassicurante.

 

 

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