Cina e crypto

In Cina il ministero stila un ranking delle top 28 criptovaluteCina e crypto: odi et amo, dal ban al ranking

Dopo il ban degli exchange e delle ICO nel Settembre del 2017, il governo cinese ha continuato ad occuparsi delle criptovalute. L’attenzione manifestata è sempre stata abbastanza dubbia, basti pensare che solo 6 mesi dopo il ban, il direttore della PBOC si è espresso a favore delle criptovalute.

Oltretutto, non è un segreto che molte aziende e privati cinesi abbiano forti interessi in merito, già dal 2011 la Cina è stata il terreno più fertile per i miners sia a causa dei costi di elettricità molto bassi, sia per la presenza delle più grandi aziende produttrici di chip e schede grafiche (i.e. AMD e Bitmain).

Seguendo questi forti interessi privati, il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology cinese ha rilasciato una classifica delle 28 “migliori” criptovalute, tra cui ovviamente anche Bitcoin ed Ethereum. La classifica in questione ha suscitato molte perplessità all’interno della criptocommunity.



Incertezza sulla attendibilità del ranking

In accordo con il tipico modus operandi cinese, il Ministero ha pubblicato il ranking senza però fornire alcuna giustificazione dei risultati, nè tantomeno i parametri usati per la misurazione.

Ecco la classifica pubblicata da @cnLedger e dal ministero cinese

Ethereum è stata classificata come prima con un punteggio totale di 129.4, primato che può essere attribuito al 80.3 raggiunto nella categoria “tecnologia”. Cosa significherà? Infatti Ethereum, sebbene abbia una tecnologia molto innovativa, non ha più di 3 anni di età e di certo non si è mostrata troppo affidabile e stabile, ricordiamo il bug nel codice di The DAO con l’annesso fork (ETC) e il continuo non rispetto delle milestones sulla roadmap iniziale.

Al secondo posto troviamo Steem che ha ricevuto il più alto punteggio nella categoria tecnologia. Per chi non lo sapesse, la blockchcain di Steem è utilizzata dal social network Steemit, un social in cui si possono monetizzare i likes ricevuti e che impedisce la condivisione di materiale non originale.

Next Generation Currency utilizza il social Steemit già da un anno e a breve farà uscire una guida tutorial riguardo l’utilizzo della piattaforma, nel frattempo potrete visitare il nostro account e scriverci in privato per maggiori info.

Tornando a noi, la classificazione che ci lascia più perplessi è quella di Bitcoin che, nonostante abbia il punteggio più alto nell’indice di “innovazione”, raggiunge solamente il 13° posto a causa del suo basso risultato nella categoria “applicazione”. Ci teniamo a precisare che sulla blockchain di Bitcoin sono nate varie applicazioni e start-up che ne utilizzano il protocollo e, inoltre, BTC è la criptovaluta più adottata.

Perplessità riguardo la classifica

Le stranezze già citate non sono le uniche che balzano agli occhi guardando la classifica. Infatti, nonostante ci siamo sforzati e abbiamo svolto profonde ricerche non riusciamo ancora a capire quali standard abbia usato il ministero per la redazione del ranking.

I dubbi sono tanti:

  • Ethereum che si classifica prima di NEO – ma come?! Non sarebbe dovuta essere l’Ethereum cinese?
  • Iota che, nonostante sia stato pensato proprio con un’applicazione al mondo reale, ha uno dei più bassi punteggi nell’indice di applicabilità
  • Verge listato tra i migliori in fatto di tecnologia- ieri ha subito per la seconda volta un 51% attack
  •  Bitshares uno dei primi stable coin e anche uno dei primi ad utilizzare il sistema di consenso DPoS ha ricevuto uno dei più bassi punteggi nella categoria innovazione

Potremmo continuare ad analizzare l’illogicità della classifica per ore.



Riflessioni

Sempre ricordando che la People’s Bank of China ha bannato le ICO nel settembre 2017, è interessante pensare come il governo cinese ha preso la decisione di pubblicare questo report, che secondo i rumors verrà aggiornato mensilmente. Secondo cena.com, il ministero cinese ha promosso questa iniziativa per aiutare i consumatori e le istituzioni a comprendere la tecnologia delle criptovalute, a tracciare i progressi dei differenti e a promuovere le innovazioni e le applicazioni della blockchain.

Nonostante quanto detto, sembra che nemmeno all’interno della Cina tutti facciano affidamento sul lavoro del ministero. Infatti secondo quanto pubblicato su Quartz, Eric Zhao, ricercatore presso l’Accademia di Scienze cinese e proprietario dell’account twitter @cnLedger :

“La maggior parte degli esperti della vecchia scuola di pensiero non hanno sufficientemente seguito il mondo delle crypto per cogliere appieno la maggior parte delle caratteristiche di questa tecnologia e della community. Caratteristiche uniche a se stesse.”

 

@cnLedger nonostante abbia espresso perplessità riguardo il lavoro del ministero, ha comunque affermato la positività di un inizio di lavori ministeriali riguardo l’intero mondo crypto.

Nel frattempo noi rimaniamo in attesa del report del mese, chissà cosa ci aspetterà.

Commentate con le vostre perplessità e ipotesi riguardo la classifica.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*