le regole per la sicurezza di bitcoin

Parla sempre di Bitcoin, non parlare mai dei tuoi bitcoinLe due regole di Bitcoin

La sicurezza nella conservazione delle cryptovalute è per me il fattore più importante per la sopravvivenza in mezzo a questo Wild West che è il mondo delle cryptovalute. Ho scritto anche una guida molto esaustiva sull’argomento, che vi invito a leggere nel caso voleste approfondire la vostra conoscenza e la vostra OPSEC nella gestione dei vostri cryptoasset. È importante proteggere le proprie cryptovalute nel modo più sicuro possibile perché essere la propria banca porta delle responsabilità, e come è sempre giusto ricordare voi non possedete mai le vostre cryptovalute nella realtà dei fatti, bensì avete in mano la chiave privata tramite la quale siete in grado di “accederci” sulla blockchain e spostarle. Ecco perché voi e solo voi dovete conoscere la vostra private key: chiunque sia a conoscenza di quest’ultima è il possessore delle cryptovalute a cui questa dà accesso.

Oggi però non parleremo della sicurezza “digitale” bensì della vera e propria sicurezza “fisica” di un possessore di bitcoin o di altre cryptovalute. Con l’aumento vertiginoso nei prezzi del mercato crypto durante il 2017, moltissime persone che avevano in mano solamente dei magici soldi digitali, si sono ritrovati con l’equivalente di centinaia di migliaia, se non milioni, di dollari.

Diciamo che un articolo rappresentativo dei migliaia di nerd trasformati in milionari potrebbe essere questo

Insomma, oltre a preoccuparsi di stare al sicuro dai tantissimi attacchi di phishing, dalle mille fregature che circolano all’interno del crypto-spazio (guardate qui per esempio), è anche venuto il momento di proteggere sé stessi.

Eh si, perché se non avete ancora sentito niente a proposito, ci sono stati diversi attacchi a risaputi holders di bitcoin. A fine Gennaio, un trader di cryptovalute inglese è stato vittima di un vero e proprio assalto in casa da parte di quattro uomini mascherati che gli hanno puntato una pistola alla testa e l’hanno minacciato fino a farsi inviare tutti i suoi bitcoin (un ammontare non meglio specificato). Ma non solo. Solamente un mese prima, il direttore di un exchange di cryptovalute ucraino è stato rapito da alcune persone in una Mercedes nera. Il direttore è stato rilasciato dai rapitori solamente dopo aver pagato più di un milione di dollari in riscatto (ovviamente, in bitcoin).

Cosa vogliono dire queste aggressioni ai danni dei possessori di cryptovalute? Che bisogna stare sempre più attenti a parlare dei propri possedimenti in Bitcoin, o Ethereum o qualunque altcoin. Molte persone si sono arricchite grazie all’aumento vertiginoso di prezzi, ed è importante non smarcherarsi troppo. Nel mondo delle cryptovalute esiste un detto: “Always talk about Bitcoin, never talk about your bitcoins”. Ovvero, parla sempre di Bitcoin, ma non parlare mai di quanti Bitcoin tu possiedi. Le persone sono invidiose, e spesso e volentieri parlano troppo (del resto… anche Bitcoin è un gossip network). Inoltre, mentre quasi tutto sono d’accordo sul fatto che chiedere a una persona quanti soldi abbia in banca sia molto maleducato, nessuno si fa problemi a fare sempre la stessa domanda: “ma tu quanti bitcoin hai?”.

È probabilmente quasi più importante mantenere una riservatezza rispetto ai propri possedimenti, che il cercare ogni piccola falla nella propria OPSEC. I trader che mettono la faccia per esempio su Twitter o altri social network, e possiedono diversi Bitcoin, sono bombardati da attacchi hacker quasi ogni giorno. Ormai tutti gli hacker vogliono impossessarsi di Bitcoin, e con l’aumento di nuovi utenti nel mercato è diventato ancora più facile. Dunque state in guardia, e rimanete sempre riservati sull’argomento. Scrivere su Twitter: “Finalmente il mio primo Bitcoin!” potrebbe non essere stata una buona idea quando tra pochi anni un Bitcoin varrà centinaia di migliaia di euro e dovrete nascondere a tutti di possederlo ancora.

 

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