L’idea di Satoshi Nakamoto



Dal 31 Ottobre 2008 inizia a circolare in rete il manifesto di Bitcoin scritto dall’anonimo Satoshi Nakamoto: “Bitcoin: a peer-to-peer electronic cash system”. Il 3 Gennaio 2009 viene rilasciato il codice sorgente, ovvero la prima release del software, il client Bitcoin. Il primo blocco della catena, il Genesis Block, presenterà anche un messaggio decisamente politico, molto probabilmente una vera e propria risposta alla crisi finanziaria innescata dai grandi servizi di credito centralizzati: “Chancellor on Brink of Second Bailout for Banks”.

Nell’introduzione del manifesto è decisamente chiaro il messaggio che Satoshi vuole mandare “Il commercio in internet si è affidato esclusivamente a istituzione finanziarie utilizzandole come terze parti fidate in tutti i meccanismi di pagamento elettronico. Anche se il sistema può funzionare abbastanza bene per la maggior parte delle transazione, questo soffre di una debolezza interna in termini di fiducia. […] I costi delle mediazione sono alti, limitando le dimensione delle transazioni e limitando le nostre possibilità di scambiare denaro senza condizioni non concordate con la stessa controparte”.



Di fatto Bitcoin è l’idea realizzata di un movimento politico nato negli anni 90′ chiamato ChyperPunks, che pensava e sognava un mondo in cui la tecnologia e Internet avrebbero potuto superare la concezione statale di regolamento, senza costi burocrazia e senza la possibilità di censura. Un’idea ripresa dal movimento Anarco-capitalista e l’idea di Robert Nozick di “Stato Minimo”. Data l’equazione Bitcoin sta al denaro come il denaro sta al potere, la possibilità di autogestire la moneta corrente è senza dubbio il miglior modo di creare una situazione come quella ideata.

Satoshi inoltre risolve un problema fondamentale attraverso la decentralizzazione: tutti i progetti che precedentemente avevano provato a creare una moneta parallela a quella nazionale , come EGold o Liberty Reserve, erano stati bloccati perché lo stesso sistema era centralizzato (Napster Problem). Per essere più chiaro, se il server centrale non era condiviso ma era in un singolo luogo fisico, la polizia bastava che spegnesse lo stesso per estinguere il progetto.

Napster è uno dei primi software che permetteva di condividere e scaricare musica in rete. Il problema era che non era decentralizzato. Poco dopo la sua diffusione il server centrale venne spento dalle autorità.

Il codice sorgente di Bitcoin è lasciato sotto un MIT license, ovvero è open source e free software, permettendo che il software può essere ispezionato, copiato, modificato e distribuito a tutti i nodi del network. Il fatto che tutti possano detenere sul loro computer l’intero database permette che il problema Napster venga risolto.

Il mistero del creatore di Bitcoin si infittisce quando intorno alla metà 2010, Satoshi Nakamoto esce di scena, occupandosi della programmazione fino alla versione 0.3.19.

https://bitcointalk.org/index.php?action=profile;u=3
Questo è il suo profilo sul primo forum di Bitcoin.

Sostituendo il numero in fondo all’url, troverete un altro utente. Il 3 significa che Nakamoto è il terzo membro registrato sul forum, mentre il quarto è Sirius. Il primo membro è l’utenza di admin, il numero 2 non esiste più.

Presto molti altri utenti e sviluppatori si sono uniti al forum. In modo spontaneo, si è così creato un gruppo di esperti, che continua a lavorare e aggiornare il software, ora chiamato Bitcoin Core, fino arrivare alla versione attuale 0.14.2.



Tutt’ora ci si domanda su quale possa essere la vera identità di Satoshi Nakamoto.