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New York: proposte di legge per studiare le applicazioni su blockchain

New York, New York
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Cantava Frank Sinatra nel 1980. Nel 2018 la situazione non è cambiata granché. Ancora guardiamo New York come una città pionieristica. Se nel 2014 aveva emanato la BitLicense, oggi si sta muovendo per creare team di ricerca che studi come creare una criptovaluta supportata dallo Stato.

I primi interventi governativi a New York

In questo momento sono molti i paesi che stanno studiando come regolamentare il settore delle criptovalute e della blockchain. Finalmente questi argomenti stanno iniziando a ricevere l’attenzione che meritano. Tuttavia, regolamentare questi settori è molto complesso, diventa quindi necessaria molta oculatezza per non creare norme che limitino le potenzialità della tecnologia blockchain. Un primo tentativo fu fatto con la BitLicense emessa dal Dipartimento dei servizi finanziari dello Stato di New York il 17 luglio 2014. La licenza commerciale, circoscritta alle società ed ai residenti della Grande Mela, riguardava le attività inerenti alle valute virtuali. L’anno successivo la pubblicazione di questa licenza, il Wall Street Journal definì l’uscita di dieci compagnie, che avevano bitcoin come fulcro del loro business, dal regime newyorkese come il “Great Bitcoin Exodus“. Esempio pratico di come una regolamentazione stringente mini le libertà economiche e danneggi gli utilizzatori stessi.

I regolamenti richiedevano alle aziende con oggetto bitcoin di tenere traccia degli indirizzi dei loro clienti e delle persone che inviavano loro denaro (principi che andavano contro la filosofia natale delle criptovalute). Queste regole si sarebbero applicate anche a un’ampia gamma di aziende collegate a bitcoin, incluse società di portafoglio online BitGo. Questo andò a “indebolire la value proposition di bitcoin”, una valuta virtuale con le caratteristiche necessarie per cambiare il modo con cui il denaro viene gestito sia online che offline.

In Italia, Il 2 settembre 2016, l’Agenzia delle Entrate si era pronunciata equiparando bitcoin a una valuta estera. Pochi giorni fa, il 2 febbraio, il Ministero dell’Economia ha proposto un decreto che mira a censire e comprendere nei sui diversi aspetti il fenomeno delle valute virtuali in Italia.



Le proposte di legge dello Stato di New York

Il 2 febbraio Clyde Vanel, un parlamentare newyorkese, ha richiesto la creazione di una task force che studi “l’impatto di una criptovaluta statale sullo stato di New York“. Egli aveva precedentemente depositato quattro progetti di legge per stimolare la ricerca sui possibili usi della blockchain da parte del governo dello stato.

La prima proposta di legge definiva la “tecnologia blockchain” e gli “smart contracts“, oltre a fornire una comprensione legale per le firme digitali memorizzate su blockchain.

Il secondo disegno di legge cercherà di produrre, in un anno, un report che spiegherà se le piattaforme blockchain potranno essere utilizzate per prevenire le frodi elettorali, migliorare la sicurezza informatica delle piattaforme di voto digitali e condividere in modo più efficiente i risultati elettorali.

Il terzo disegno di legge prevede la creazione di una task force che studi e determini se una piattaforma blockchain possa essere utilizzata dal governo statale per archiviare dati e condividere le informazioni in modo più rapido e più efficiente.

La quarta, e ultima legge, creerà una task force per determinare l’impatto delle criptovalute sui mercati finanziari di New York e quali effetti potrebbe avere una criptovaluta statale sull’economia interna. Il disegno di legge di New York, prevede che sia fatta una relazione finale entro il 1° gennaio 2019 e almeno un’udienza pubblica durante lo studio del caso.

La task force, se approvata, studierà:

“le implicazioni dell’emissione di tale criptovaluta sulla politica monetaria e sulla stabilità finanziaria … [e] su come le imposte locali, statali e federali ne risentirebbero”.

I registri pubblici indicano che il legislatore di New York è pronto a discutere l’argomento delle criptovalute e il quadro normativo della BitLicense in un’udienza prevista per la fine del mese. I senatori David Carlucci e Jesse Hamilton terranno una conferenza stampa il 23 febbraio, con oggetto “la logistica e l’organizzazione della criptovaluta … la sua regolamentazione attraverso BitLicense nello stato di New York, e altri stati a livello federale … e l’attuale mercato in cui prospera e diventa problematica per i consumatori“.



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