Nick Szabo Satoshi

Le differenze sostanziali tra il progetto bit gold e bitcoinPerché Nick Szabo non è Satoshi Nakamoto?

Le credenziali di Satoshi Nakamoto rimangono ancora un mistero. Ad oggi, attraverso i suoi post e le sue mail, possiamo risalire solamente alle sue idee politiche, economiche e sociali, chiaramente impregnate dell’ideologia derivata dal movimento dei chyperpunks. Le sue idee, tuttavia, non hanno rilevato molto di se, facendo rimanere la sua identità ancora ignota. Dagli anni 80′, i progetti che hanno cercato di realizzare un sistema in cui fosse possibile scambiarsi del valore in rete, senza la necessità di un intermediario, in modo anonimo, sono stati diversi. Molti di questi hanno poi creato i postulati per la realizzazioni di molti progetti attuali. Tuttavia nessuno concretamente, prima di Bitcoin, è riuscito a garantire e risolvere numerosi problemi correlati.

Nick Szabo è sicuramente uno dei principali driver di questa rivoluzione chyper. Infatti, il matematico e crittografo statunitense ha posto le basi, sia tecniche sia concettuali, fondamentali per sviluppare efficacemente protocolli contemporanei: l’idea di bene scarso, l’attribuzione di asset digitali a certificati di appartenenza, Il God Protocol, la realizzazione di contratti intelligenti e, infine,  “bit gold”. Secondo molti, Szabo potrebbe essere il nome e cognome del nickname più famoso di sempre.



Perchè non è Nick Szabo?

Il progetto di bit gold potrebbe assomigliare, per alcune sue caratteristiche, ad un primo tentativo di bitcoin. Infatti, il protocollo si basava sull’idea di: avere una rete di computer che si sfida, cercando di minare una challenge string e utilizzando una prova di lavoro determinata da una benchmark function (anche proof-of-work function). Una volta che la stringa sarebbe stata risolta, l’utente avrebbe dovuto registrare la soluzione all’interno della rete, nella quale un servizio di timestamping avrebbe certificato quando la prova di lavoro venisse svolta. Inoltre, la proprietà della stringa risolta, quindi l’asset scarso nel protocollo bit gold, sarebbe stata garantita da un sistema di chiavi pubbliche/private (lo stesso Szabo la definisce come “unforgeable chain of title – chain of digital signatures – in the title registry”). Ed infine, l’ultima stringa creata sarebbe stata utilizzata come challenge string in modo da creare una catena conseguenziale che legasse ogni unità alla precedente, in modo permanente.  Inoltre, l’intero mecchanismo sarebbe stato svolto in una rete con un protocollo open-source e distribuito.

Perché allora il creatore di bit gold non potrebbe essere anche il creatore di Bitcoin?

Personalmente, analizzando come Szabo avrebbe cercato di risolvere alcuni limiti intrinsechi al protocollo, si possono delineare come le soluzione proposte siano completamente discordanti con quelle realizzate da Satoshi Nakamoto.

    • Come risolvere il problema del consenso distribuito? In alcuni suoi progetti, Szabo vuole risolvere il problema del consenso e della sicurezza attraverso la creazione di un sottogruppo di servers (definito come property club), il quale diventa il garante ed il controllore del sistema. Infatti, affinché un dato venga concretamente inserito all’interno del registro distribuito, la maggioranza dei partecipanti avrebbe dovuto univocamente accettare la correttezza di quest’ultimo dato. Il meccanismo di consenso, quindi conseguentemente la procedura di voto, poteva essere determinata utilizzando la modalità “un voto-un IP”.  Il consenso distribuito viene determinato dal “Byzantine Quorum System”. Mentre, Satoshi risolve il processo in modalità completamente diverse: la creazione di valore, viene utilizzata come incentivo per garantire il network, e il garante diventa l’intera rete con l’aggiunta di un causale miner, che risolvendo prima degli altri la sfida posta, si occuperà di garantire la creazione del catena. Inoltre, il consenso distribuito è determinata utilizzando un meccanismo “un-voto-una CPU”. L’incentivo, invece per il property club era una sorta “Georgian Tax”, caratterizzata da principi da stabilire in seguito.



  • Come risolvere il problema della fungibilità? L’altro grande problema di bit gold riguarda la fungibilità delle unità prodotte. Tecnicamente, la benchmark function utilizzata per risolvere la challlenge string avrebbe avuto una difficoltà fissa nel tempo. Questa decisione era stata presa poiché il valore di ogni unità di bit gold avrebbe dovuto rispecchiare il lavoro svolto dal miner, certificato poi nel tempo attraverso il servizio di timestamping. Tuttavia, il problema concreto era determinato dal un elemento prettamente esogeno: l’innovazione dei computer. Logicamente, dato che il parametro difficoltà sarebbe rimasto fisso nel tempo, man mano che la forza computazione progrediva, la quantità di bit gold sarebbe aumentata, inflazionandola, e contemporaneamente il valore per ogni unità sarebbe diminuito progressivamente. Szabo risolve questo procedimento ideando un ulteriore registro distribuito in cui, un’ente o più enti (non definisce chiaramente come) avrebbero legato le varie unità più piccole per crearne una del valore cumulativo. Satoshi, invece, decide che la difficoltà nel protocollo sia sempre crescente, slegando il valore del unità al lavoro svolto, ma lasciando il suo valore soggetto alla domanda. Infatti, Satoshi decide di utilizzare la funzione uni-direzionale SHA-256, la quale non è quantificabile in termini di valore.
  • Come risolvere il problema di trasferimento di valore? Szabo suggerisce la stessa soluzione del consenso distribuito: nel network, prima che una transazione venga effettuata, la maggioranza del property club avrebbe dovuto convalidare e verificare che tutti i dati siano idonei. Tuttavia, il crittografo non aveva valutato il problema chiamato “the Sybil’s Attack”: se il voto è determinato semplicemente dal accesso IP all’interno della rete, in cui gli utenti sono anonimi, un network malevolo potrebbe creare molti gemelli portando la maggioranza dalla sua parte, e quindi manomettendo la rete. Il grande problema del double-spending quindi non viene risolto.



Nonostante, personalmente, non penso che Szabo sia il creatore di Bitcoin, il suo contributo e le sue idee sono state fondamentali per la concettualizzazione del modello. Molti degli argomenti trattati in questo articolo sono stati chiaramente semplificati e riassunti. Invito, quindi, i lettori ad approfondire in modo autonomo e commentare la loro idea.

 

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