Non è tutto oro quel che è ICO – un paio di avvertimenti

Visto che da un po di tempo ormai sembra che ogni cosa che ha scritto davanti ICO faccia diventare automaticamente ricchi, ho deciso di spendere due parole su questa follia collettiva che sta si sta perpetrando nel mondo crypto. Ho un amico che mi chiede sempre se questa o l’altra siano buone ICO dove investire dei soldi, e molto spesso rispondo di no. Ci sono state volte in cui il valore dei token che erano stati inizialmente emessi si è moltiplicato per dieci volte una volta entrato sul primo exchange e sempre dagli stesso amico mi sono sentito dire: “Questa l’hai proprio mancata… Peccato che grazie ai tuoi stupidi consigli ci abbia messo pochi soldi, perchè senno sai ora quanto sarebbe grosso il mio wallet”.

Il problema però non è quello. Forse, se questo amico, che chiameremo Andrea, mi avesse chiesto se nello short term avrebbe potuto moltiplicare i suoi bitcoins gli avrei risposto di si. Invece, ad Andrea piace un sacco la parola “investire”, far vedere di “aver capito il prodotto incredibilmente innovativo che offre” (che molto spesso è la copia di una copia di una copia con il termine blockchain nel mezzo) e quindi Andrea mi chiede se dovrebbe “investirci”… gli rispondo di no.
Il discorso è un bel po piu ampio ovviamente. Ho personalmente investito in tre ICOs per il lungo termine, e dopo un’attenta analisi ho trovato del valore nei progetti delle tre diverse aziende.

Devo ammettere che, visto che mi confronto spesso con altri trader, ma io come trader sono nella media o anche piu in basso della media (ripetersi sempre: faccio schifo a fare trading – avere troppa confidenza in un mercato di questo genere può portare a spiacevoli conseguenze), spesso mi sono fatto venire l’acquolina in bocca vedendo prospettive di ICOs il cui prezzo del token si è moltiplicato di 12848292 volte una volta colpito l’exchange (uno su tutti ehhmmm IOTA), e sono sempre tentato di comprare ogni ICO token per mera speculazione.

Sbagliato! Completamente sbagliato!

Vorrei rivedere un paio di concetti che secondo me sono importantissimi da analizzare quando si parla di una ICO, o comunque di una venture capital in generale, visto che alla fine di quello si tratta eccetto che… beh eccetto che raccogliere soldi grazie alle ICO è diecimila volte più facile e non regolamentato.

Prima di tutto guardiamo il cap. Ovvero il massimo di soldi che possono essere raccolti grazie all’ICO. In effetti, contrariamente a quanti di voi possano pensare, più soldi raccolti non sono necessariamente una buona cosa. Di solito è il contrario, startup che raccolgono una cifra modesta di soldi fanno meglio in performance rispetto ad altre startup che hanno raccolto 10 volte di più. È inoltre molto importante che la ICO sia capped: ovvero che ci sia un massimo che può essere raccolto. Pensate a Ethereum, che ai tempi per il crowdsale ha raccolto 18 milioni di dollari in BTC e anche dopo averne persi un po per colpa della discesa del prezzo di Bitcoin è riuscita a costruire qualcosa che, criticabile o meno, ha cambiato lo scenario del mondo crypto.

Evitare qualsiasi cosa che potrebbe sembrare uno scam. Infatti gli scam non esistono solamente nel mondo crypto, bensì in tutto il mondo degli investimenti. Spesso le startup scam fanno il lavoro per te per farsi riconoscere: sono fatte male, hanno un team sconosciuto, un marketing esagerato, e non offrono un servizio a cui si può dar valore. Pero il mondo crypto è relativamente (bisognerebbe sottolineare due volte il relativamente) nuovo quindi è anche più difficile individuare gli scam visto che manca regulation e spesso due diligence. Ci sono già stati parecchi scam nel mondo crypto. E inoltre bisogna sottolineare il fatto che non sempre gli scam sono voluti, ma se tu investi in un’azienda che accidentalmente finisce ad essere uno scam, beh il risultato è lo stesso. Prima di investire su una ICO la ricerca dev’essere sempre attenta e precisa, senza lasciare niente al dettaglio.

Investi in progetti dove la tecnologia è ben specificata e ben funzionante. Al giorno d’oggi sembra quasi utopico visto che la maggior parte delle ICOs non offre un prodotto già sviluppato, pero le migliori startup su cui investire sono quelle che offrono un servizio o un prodotto gia pronto all’uso. E inoltre, avere il prodotto già pronto non assicura il successo. Ma di sicuro è meglio che investire su un white paper o su un prodotto offerto da un sito fatto molto bene.

Il token. Una delle parti piu cruciali. Infatti prima di investire dovresti capire in modo approfondito che cosa offre il token che stai andando a comprare e che opportunità ti offre. Tutti investono nei token ormai, anche senza sapere effettivamente a cosa servano, stile get-rich-quick scheme. Importantissimo capire a cosa serva il token che vai a comprare, perchè poi a un certo punto del tuo investimento verrà fuori se il token che hai comprato ha un valore reale, o perlomeno un use case.

Non essere avido. Non comprare perchè “ti farà diventare ricco” senza sapere cosa stai effettivamente comprando. In effetti, come ho specificato all’inizio del post, può essere che nello short term l’acquisto del token della ICO ti faccia moltiplicare l’investimento. Ma questo è anche il modo più facile di trovarsi “sentimentalmente” attaccato al token e a pensare che la crescita di valore di quest’ultimo andrà sempre avanti. Purtroppo non è cosi. Prima di investire in qualsiasi cosa, ci sono dei principi di risk management da non ignorare, specialmente in un mercato nuovo come quello delle cryptovalute.

Detto questo, non bisogna scoraggiarsi. Ci sono tanti progetti che possono essere considerati validi nel mondo delle cryptovalute, che grazie a un’attenta ricerca possono essere trovati e sul quale si può investire. Ma in questo momento, con il boom che si è registrato quest’anno bisogna essere ancora più attenti a dove si mette i soldi, anche se tutto inizialmente sembra rose e fiori. Le ICOs in questo momento sembrano tutte una miniera d’oro. È dopo, quando si devono realizzare risultati consistenti con gli investimenti che arriva il problema.

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