P2P

Le piattaforme di P2P lending come alternativa al canale bancario

Il settore della finanza alternativa conosciuto anche come fintech è in costante crescita, definirlo e fornire un quadro completo del panorama esistente non è un compito semplice. Non esiste una definizione tecnica di finanza alternativa riscontrabile nella letteratura o nella legislazione, ma è un termine universalmente riconosciuto per riferirsi a tutte le modalità di finanziamento e investimento che non rientrano nella finanza tradizionale a cui appartengono invece banche e mercati regolamentati.

Prestiti P2P

Il settore dei prestiti peer-to-peer (P2P), che fa parte del più ampio settore fintech, si divide principalmente in due categorie: piattaforme che si rivolgono a persone fisiche (consumer lending) e piattaforme che si rivolgono a imprese (business lending).

Il fenomeno del razionamento del credito aggravato dalla crisi finanziaria, è alla base della creazione di uno spazio di mercato inesplorato, che le banche non hanno interesse a soddisfare, ma che costituisce un mercato profittevole per modelli di business alternativi è in questa ottica che le piattaforme P2P fanno incontrare i mutuatari (le persone che ricevono il denaro) e i prestatori (che non per forza devono essere delle istituzioni finanziarie tradizionali) attraverso un formato stile eBay.

Per poter offrire o chiedere un prestito bisogna aprirsi un account presso la piattaforma. Una persona fisica che richiede un prestito deve anche indicare alcuni dati personali (se l’abitazione è di proprietà, quale lavoro svolge, il reddito, luogo di residenza, ecc.), che servono alle piattaforme per verificare l’affidabilità finanziaria del richiedente, insieme ai dati raccolti nelle cosiddette “centrali rischi private”, banche dati in cui sono elencati i nomi dei debitori in ritardo nel pagamento delle rate o inadempienti. L’affidabilità viene espressa tramite un giudizio (“rating”): più l’affidabilità è alta, migliori saranno le condizioni applicate ai richiedenti. Molto spesso le piattaforme di P2P sviluppano modelli interni di rating che differiscono da quelli utilizzati dalle banche che hanno a disposizione altre risorse in caso di default.



Le piattaforme P2P offrono agli investitori tassi di interesse superiori e una migliore esperienza dell’utente. Queste piattaforme sono un competitor temuto dai canali tradizionali, perché hanno costi operativi e di compliance ridotti oltre a tassi ridotti di insolvenza.

Per molti mutuatari e prestatori, il prestito tra pari è una scelta sociale, filosofica e personale. I mutuatari possono sentirsi più a loro agio nel trattare con intermediari e investitori che forniscono alcune informazioni personali e spiegano le loro ragioni per il prestito al mutuatario, creando così un rapporto più trasparente e umano.

Per i creditori, il P2P offre un grado di trasparenza e controllo che consente loro di fare scelte personali ed etiche nei loro investimenti. Possono prestare a persone e cause con le quali si identificano, ed evitare di arricchire gli intermediari tradizionali ormai demonizzati.

Per fare in modo che le piattaforme di P2P raggiungano un break even point con transazioni a basso margine o la vendita di prodotti supplementari, il volume degli utenti deve essere elevato. Aumentando il numero di prestatori, aumenta anche la competizione tra i prestatori per accaparrarsi lo stesso mutuatario, in questo modo i mutuatari avranno anche una probabilità più elevata di ottenere un prestito in tempi brevi e a delle condizioni favorevoli. Con il miglioramento delle condizioni, aumenta anche il numero di mutuatari che aprono un account presso la piattaforma migliorando anche le possibilità di investimento offerte ai prestatori. Una piattaforma che può vantare un grande volume di mutuatari e prestatori ha meno probabilità di non soddisfare i bisogni e le richieste degli utenti rispetto a piattaforme con volumi minori.

Affinché una piattaforma possa raggiungere una massa critica di utenti e mantenerli, deve fornire un prodotto che soddisfi le esigenze degli utenti meglio dei canali tradizionali. Per i mutuatari, ciò significa un processo di richiesta di prestito più conveniente o a un tasso migliore rispetto al prestito bancario. Per i prestatori, un tasso di interesse superiore o più in linea con la propria morale etica e sociale, rispetto ad un prodotto finanziario di investimento equivalente.

Le piattaforme P2P si dimostrano essere degli strumenti ideali per la nostra era tecnologica e sopratutto, per le PMI e le startup che non dispongono delle risorse necessarie o delle garanzie che solitamente vengono richieste dal canale bancario per portare avanti i loro progetti.

In Cina, i cinesi usano il termine colloquiale “mercato grigio” per riferirsi al prestito peer-to-peer. Nella tradizione asiatica, il peer to peer offline, cioè i prestiti tra famigliari e amici, è qualcosa di molto comune e ancora molto presente oggi.

Rispetto ai canali tradizionali, i prestiti P2P presentano una serie di vantaggi. Offre agli investitori un rendimento più elevato rispetto al proprio conto corrente, un livello più elevato di accesso ai finanziamenti per i mutuatari e una maggiore trasparenza per tutti.

Oggi le banche sono consapevoli della rapida crescita dei prestiti Peer to Peer e la considerano una potenziale fonte di concorrenza, per questo motivo iniziano a valutare la possibilità di collaborare con le piattaforme di P2P in questa nuova era dove la finanza tradizionale sempre più spesso vive facendo i conti anche con la finanza alternativa.



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