Proptech

Il proptech sta cambiando il settore immobiliare

Questo articolo è un’esclusiva di Fintastico per Next Generation Currency in accordo con la partnership stretta tra le due realtà.

Il proptech è la crasi delle parole proprietà e tecnologia e fa riferimento all’utilizzo della tecnologia come soluzione alle sfide nel settore immobiliare. Un’industria composta da società che utilizzano tecnologie innovative per rendere piu’ efficiente e produttivo il mercato del Real Estate. Nello specifico, la tecnologia viene utilizzata per creare o rinnovare servizi offerti nel settore immobiliare per vendere, acquistare, affittare, commercializzare e gestire le proprietà in modo più efficiente ed efficace. Per dare un po’ di cifre si prevede che il valore totale degli immobili commerciali a livello globale raggiungerà i 65 trilioni di dollari entro il 2020, un’opportunità troppo ampia per non far parte di uno degli obiettivi preferiti dalle startup di tutto il mondo.

L’ecosistema proptech è costituito da discipline molto diverse che stanno trasformando il settore immobiliare: dall’analisi dei dati a nuove modalità di marketing e engagement con gli utenti finali.



Quali sono i vantaggi del proptech?

A livello generale, la maggior parte delle startup proptech può essere compresa in due diverse macrocategorie. Nella prima troviamo le piattaforme che permettono la gestione degli immobili e che alterano il tradizionale modello di agenzia immobiliare, dall’agenzia fisica si passa all’agenzia digitale. L’obiettivo è quello di eliminare la necessità di un intermediario e di mettere direttamente in contatto gli inquilini e i proprietari tra di loro semplificando gli eventuali problemi di fiducia che possono sorgere nella loro relazione. Un esempio può essere quello di Propertista, un’agenzia immobiliare digitale che permette di risparmiare rispetto alle agenzie immobiliari tradizionali. Un agente immobiliare addebita al proprietario una commissione di circa il 5% del prezzo dell’immobile, Propertista lavora con un tasso fisso ad un prezzo equo. Lo fa mettendo in contatto direttamente acquirente e venditore, eliminando gli intermediari non necessari e semplificando il processo di acquisto rendendolo più trasparente. Nella seconda categoria troviamo tutte quelle piattaforme che permettono attraverso gli investimenti o i prestiti da privati di sviluppare nuovi progetti immobiliari o restaurare vecchi immobili. In Italia operano piattaforme come Housers, piattaforma nata in Spagna nel 2015 e che permette sia a privati sia ad aziende di investire nel mercato del real estate partendo da piccole cifre, fondamentalmente si tratta di una piattaforma di crowdfunding che permette anche a piccoli investitori di investire in progetti immobiliari, solitamente riservati ad operatori specializzati o Walliance, una startup trentina che nasce da una visione del Gruppo Bertoldi. Questo tipo di piattaforme hanno registrato una forte cresita negli ultimi anni a livello globale,  alcune si concentrano esclusivamente su prodotti di debito, altre su investimenti azionari, con specifici investimenti immobiliari mirati, come nel caso di investimenti immobiliari commerciali o la vendita.

Anche il World Economic Forum si è accorto del Proptech

Recentemente il World Economic Forum ha pubblicato una mappa interattiva dal titolo Mapping Global Transformations con le recenti trasformazioni del settore immobiliare a livello globale.

In questa mappatura possiamo vedere tutte le forze del cambiamento che stanno portando una innovazione all’interno del settore immobiliare e lo aiutano nel suo processo di trasformazione.

Le nuove tecnologie e il settore immobiliare

Oltre ai videogiochi, la realtà virtuale (VR) può accelerare le vendite e gli affitti degli immobili. Goldman Sachs ha stimato che entro il 2025 il settore VR nel settore immobiliare supererà i 2.600 milioni di dollari. Anche l’utilizzo dei droni sta aumentando e favorendo transazioni commerciali. Le immagini che provengono da questi dispositivi volanti offrono una visione globale della proprietà, offrendo nuove prospettive sull’immobile e sull’ambiente circostante, grazie alla vista a volo d’uccello, il cliente può avere una visione più completa dell’immobile e di dove si inserisce nel contesto circostante (vie di comunicazione, spazi di diversione, servizi collegati, ecc.) sicuramente una opzione molto appeal nel segmento degli immobili di lusso. L’utilizzo della geolocalizzazione, dei big data e del machine learning sarà sempre più fondamentale per permettere di generare offerte personalizzate e interessanti per i consumatori e gli investitori immobiliari.

La situazione in Italia

Attualmente in Italia non sono molte le startup attive nel settore proptech, inoltre il settore immobiliare in Italia si sta riprendendo dopo diversi anni di crisi. Nel 2017 le compravendite di abitazioni in Italia si sono attestate di poco sotto le 545mila (dati Nomisma); considerando come termine di paragone il 2006 – ultimo anno della fase espansiva del mercato – il mercato residenziale si è ridimensionato di circa il 36,6%, pari a oltre 300 mila contratti stipulati in meno. È un buon momento per gli operatori tradizionali per investire in nuove tecnologie e portare una ventata di innovazione all’interno dei propri modelli di business, il consumatore di nuova generazione vuole un rapporto più trasparente e più diretto con il proprio fornitore di servizi, una maggiore trasparenza e velocità nel rapporto potrebbe far tornare il numero delle transazioni vicino ai livelli pre-crisi. Saranno capaci da soli gli attori tradizionali del settore a cambiare?



Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*