Risposta all'articolo uscito su Milano Finanza l'11.12.2018Sono passati 10 anni ma la stampa ancora non ha capito Bitcoin

Sono passati quasi 10 anni ma la stampa italiana ancora non ha capito nulla di Bitcoin e della sua economia. A tal proposito ecco un breve commento all’articolo su Milano Finanza del prof.re Roberto Ruozi. Non è accettabile che testate autorevoli sprechino inchiostro per tali fandonie.

Di seguito un’analisi sistematica di alcune affermazioni presenti nell’articolo:

1/ bitcoin non è collegato a nessun valore reale: FALSO. Per minare Bitcoin servono hardware e energia elettrica. Sono asset con valori reali, no?

2/ con strumenti tecnici di varia natura l’offerta si è incrementata: Affermazione non chiara. Se lo strumento in questione è il mining, è noto a tutti che l’emissione di coin continuerà fino al 2140 e che ogni 4 anni si dimezza. Se l’autore intende altro sbaglia perché l’offerta di bitcoin è deterministica. Se parla dei futures al CME e CBOE è ancora più in errore perché i volumi di tali strumenti sono minimi e perchè si tratta di contratti cash settled che quindi non aumentano la supply.

3/ ma in maggioranza ve ne sono altri ai quali il gioco è stato fatale (si parla di operatori): la ricchezza non si crea dal nulla. Se qualcuno guadagna, nella stessa misura qualcuno perderà, accade su tutti i mercati, dall’oro al forex. Affermazione sterile.

4/ usi criminali, soprattutto per riciclare denaro sporco: allego i link di report della Banca d’Italia e del Consiglio Europeo che smentiscono questa affermazione. Il crimine usa i contanti e i paradisi fiscali per il riciclaggio! Bitcoin è tracciabile e pubblico, è molto peggio dei SEPA.

5/ broker i quali hanno truffato i propri clienti: mai viste truffe con monete avente corso legale?

6/ fallimenti di società in cui migliaia di ingenui risparmiatori avevano investito: Vero. La community ha sempre detto che si trattava di offerte (truffa) che miravano solo a raccogliere fondi. Parimenti nessuno ha mai avvisato gli investitori riguardo MPS, Banca Popolare di Vicenza, Banca Popolare dell’Etruria, Banca delle Mache, ex Carichieti, Carife, ecc…

7/ Il peso del consumo dell’elettricità: sorvolando sul linguaggio improprio, chiedo se qualcuno si è mai domandato quale sia il “peso” del consumo dell’elettricità usato per produrre qualsiasi cosa, quanto consumano le fabbriche che producono cannoni spara-magliette utilizzati nelle partite di NBA? Le insegne pubblicitarie? Oppure quanto consumano tutte le banche centrali del mondo? Il mining dell’oro? Cosa vuol dire il peso del consumo dell’elettricità? Affermazione a mio parere senza senso che ha come unico obiettivo lo screditare una tecnologia. In ogni caso gli studi al riguardo si basano su assunzioni scorrette, su stime inesatte e su proiezioni future che sono imprevedibili. Grazie a soluzioni di layer 2, solo alcune transazioni saranno registrate su blockchain. Questo vuol dire che il consumo non aumenterà di quanto è stato previsto. In ultimo allego un report che mostra che il mining di Bitcoin consuma per il 76% energia rinnovabile.

8/ Le autorità monetarie dovranno intervenire…i risparmiatori sono assolutamente indifesi: Sorvolo sulla non difesa dei risparmiatori che in generale dovrebbero autotutelarsi e ricordo l’email inviata da una banca ai suoi private bankers riguardo gli obiettivi di Agosto da raggiungere con il collocamento “a qualunque costo”. E-mail che ha palesato l’inefficacia delle direttive Mifid e Mifid II e l’assenza di reali tutele per gli investitori – onorabilità e professionabilità dove?. Le ICOs hanno avuto modo di truffare investitori ingenui proprio a causa  dell’eccesso di regolamentazione che ha posto barriere all’ingresso dei mercati finanziari escludendo i piccoli investitori, che ad oggi si devono accontentare di titoli di stato insufficienti a proteggerli dall’inflazione, figuriamoci a consentire un profitto. Vedendo nelle ICOs ROI fuori dal comune, i poveri ingenui investitori indifesi hanno preferito accolarsi il rischio dell’assenza di regolamentazione. In ultimo, allego un articolo del MIT technology review che spiega il motivo per cui Bitcoin è impossibile da bannare, la Cina ci è passata. Si dovrebbe bannare internet -e non sarebbe nemmeno sufficiente (vd Blockstream satellite). Regolamentarlo rimane difficile, è un bene digitale che si sottrae alla regolamentazione. É nato per questo.

9/ le cryptovalute potrebbero scomparire: È recente la dichiarazione del CEO del NYSE che afferma proprio il contrario. Allo stesso tempo, non ho sentito dichiarazioni simili su realtà come Deutsche Bank, o forse mi sbaglio. Personalmente credo che sia più probabile un fallimento del sistema finanziario attuale che di Bitcoin. Da quello che leggo l’economie mondiali non se la passano bene. Inoltre, e’ palese che nelle generazioni giovani ci sia maggiore fiducia in Bitcoin a discapito del sistema finanziario attuale.

 

Conslusioni

L’articolo commentato è solo uno dei tanti che continua a diffondere notizie false e inesatte per mano di grandi professori che, certamente molto competenti nel loro settore, sottovalutano la profondità e la complessità dell’argomento. Da parte mia spero che i prossimi articoli sull’argomento saranno più attenti e meno superficiali.

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