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Quando Samsung decide di realizzare chips per il mining di criptovalute

Samsung Electronics ha confermato di aver dato il via alla produzione di chip per il mining delle criptovalute. Nello specifico, si tratta di chip ASIC (Application Specific Integrated Circuit) che vengono utilizzate per ”minare” Bitcoin, Ethereum e altre analoghe monete decentralizzate. La prima notizia è stata trascritta nel loro bilancio quadrimestrale, dichiarando l’entrata in questa nuova tipologia di business potenzialmente profittevole al colosso sudcoreano. 

Samsung Electronics ha concluso un contratto con il produttore di hardware cinesi bit-bit, e si conferma che abbia iniziato la produzione di massa da gennaio.

“Il business delle fonderie Samsung è già adesso coinvolto nella produzione di chips per i propri prodotti informati, ma adesso vogliamo specializzarci anche per quelli legati al mining delle criptovalute. Ad ogni modo, non vogliamo e non possiamo far uscire altre notizie, per adesso, per i nostri clienti” spiega così il PR di Samsung ad una intervista di TechCrunch. Samsung, infatti, già nel 2017 ha raggiunto e superato Intel come produttore di chips.

Questa news mette quindi in competizione un nuovo protagonista nella scena della produzione di ASIC, per adesso dominata dalle due aziende cinesi leader come Bitmain e Canaan Creative. Entrambe, ricordiamo, lavorano con il colosso Taiwanese TSMC, il quale ha prodotto circa $350-400 milioni di utili nell’ultimo quadrimestre. Un mercato, quello legato al settore delle criptovalute, che viene definito in espansione da molti ricercatori ed esperti.



Samsung e le politiche del sudcorea

Una domanda si evince spontanea: come si possono sposare le dichiarazione del Governo sudcoreano critico verso le criptovalute, con la volontà imprenditoriale di Samsung? La situazione in Sud Corea non è di certo troppo chiara e lineare, quando ogni settimana il veto politico cambia posizione costantemente.

Tuttavia, il lascia passare per le criptovalute nel sistema produttivo interno si pensa ragionevolmente che non sia stato concesso per un ideale positivo alla decentralizzazione, ma esclusivamente per le alcuni vantaggi che questo (lascia passare) può dare all’economia domestica. Si stima infatti che, il Giappone nell’ultimo hanno abbia aggiunto il +0.3% al PIL nazionale, grazie alla diffusione di Bitcoin e dell’economia circostante.



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