Sud Corea ed Ethereum, avanti insieme

Quando le cypto valute sono emerse, la maggior parte degli scambi avveniva negli Stati Uniti o in Europa. Questo, però, con il passare del tempo è cambiato radicalmente, specialmente nell’ultimo anno. Nel 2017, le crypto valute hanno iniziato ad essere utilizzate in Giappone e in Sud Corea.

Soltanto alcuni mesi dopo i primi scambi, il Giappone ha regolamentato Bitcoin e in cambio, centinaia di migliaia di commercianti e rivenditori giapponesi hanno iniziato ad accettare questa valuta digitale come metodo di pagamento regolare.

La Corea del Sud, d’altra parte, ha un rapporto speciale con Ethereum. Tra le 5 più grandi piattaforme exchange di Ethereum, 3 sono coreane, il che significa che oltre il 40% di tutto il traffico di ether può essere considerato dei coreani. Lo scambio Ethereum/Won coreano potrebbe essere il più alto pro capite, e questo avviene a discapito del fatto che il Won venga utilizzato solamente da 50 milioni di persone in tutto il mondo.



Steve Lim, CSO di CoinOne, racconta:

“La gente è impazzita. I nonni e le nonne vengono nei nostri uffici e ci dicono di voler investire mezzo miliardo di won (440 000 dollari). Chiediamo loro come hanno fatto a conoscerci e tutti rispondono: “Ho sentito parlare di voi tramite un amico che ha investito qualche centinaia di migliaio di won e ha quasi fatto un infarto, vorrei investire anch’io” … ma non hanno la minima idea di come usare l’app o l’email. “

Quali sono le ragioni dell’improvviso crypto-crash della Corea?

Una ragione precisa forse non c’è, ma un insieme di singoli eventi può provare a darci una spiegazione. La prima ragione è che molti giovani coreani hanno scoperto i potenziali profitti del trading delle valute digitali. Sono per la maggior parte millenials, figli di uomini d’affari abbienti, che stanno investendo e scambiando crypto valute con i soldi dei loro genitori.

Un altro fattore, è che le opzioni alternative di investimento locale sono diminuite. La proprietà immobiliare e il mercato azionario nazionale sono da sempre un’opzione sicura per investire nella Corea del Sud, ma entrambi hanno perso stabilità e popolarità negli ultimi tempi. Anche il gioco d’azzardo, che è l’attività preferita di molti gambler asiatici, è diventato illegale.

Quindi, questi cercatori d’oro si sono riversati a criptare valute a causa della loro elevata volatilità.

Perché proprio Ethereum?

Inizialmente il mercato cominciò ad interessarsi a Bitcoin, dove furono versati milioni di Won Coreani. Steve Lim, di CoinOne, sostiene che i coreani avevano capito di essere arrivati tardi per unirsi al fenomeno di Bitcoin, quindi preferirono rimanere a guardare. Tuttavia, quando venne lanciato Ethereum nel 2015, e man mano se ne videro le sue potenzialità, i coreani furono entusiasti di salire a bordo.

Oggi, volendo esaminare la quantità media di trade effettuati negli Stati Uniti e in Sud Corea per Ethereum, si noterà che per il primo, rispettivamente, vanno dai 100 fino a 10.000 dollari ciascuno; per il secondo invece, i trade da 100.000 dollari sono tutt’altro che una rarità.



CoinOne è stato il primo exchange coreano ad offrire uno scambio diretto tra Won e ETH senza dover passare attraverso altre crypto valute. Questo va aggiunto come fattore determinante alla tendenza locale di voler investire in Ethereum.

Un altro fattore vantaggioso è che Vitalik Buterin, fondatore di Ethereum, si incontrò personalmente con molti appassionati di crittografia coreana, questo significò dare un volto all’investimento e rafforzare ulteriormente i rapporti commerciali.

Quando si esamina la classifica dei volumi di scambi effettuati nelle ultime 24 ore, la piattaforma coreana Bithumb è chiaramente in cima a questa lista, davanti a Bittrex, Bitfinex, Poloniex e Kraken.

Non sorprende, quindi, che la coppia valute fiat/crypto valute più scambiata sia ETH/KRW (Won Coreano), con un volume commerciale di 162.633.000 dollari nelle passate 24 ore, oltre il 52% degli scambi di ETH.

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