Tether e Bitfinex citati in giudizio dai regolatori statunitensi

Il 30 gennaio 2018, Bloomberg ha dichiarato che la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), un’agenzia governativa che regola i mercati dei futures e delle opzioni, sta indagando dal 6 gennaio su Bitfinex e la questione Tether.



Il (mis)fatto

Tether (USDT) è una valuta virtuale ancorata al valore nominale di una valuta fiat, il dollaro, quindi mantiene nel tempo il cambio USD/USDT 1:1. Perché questo sia possibile, Bitfinex, la società che emette Tether deve poter liquidare o immettere all’interno del mercato delle quantità precise di USDT, per mantenere il suo valore costante nel tempo.

In verde il valore di un singolo Tether, in arancione il valore rispetto a Bitcoin, i azzurro la capitalizzazione.

Come si può notare dal grafico, la capitalizzazione nel corso del tempo è aumentata, come tutto il mercato delle criptovalute. Questo significa che essendo la capitalizzazione odierna di Tether 2.2 miliardi di dollari, sono in circolazione 2.2 mld di USDT. Bitfinex, per mantenere agganciato il valore di un singolo Tether a quello del dollaro, dev’essere in possesso della stessa quantità di dollari necessari per un’eventuale liquidazione della criptovaluta da parte dei suoi possessori. Proprio qui avviene il (mis)fatto. La CFTC ha richiesto agli inizi di gennaio a Bitfinex di fornire la documentazione sufficiente per dimostrare che tale valore è in loro possesso, senza ottenere risposta.

Le due società chiamate in causa, ieri, hanno dichiarato:

“Riceviamo abitualmente processi legali da agenti delle forze dell’ordine e da regolatori che conducono delle indagini. È nostra politica non commentare alcuna richiesta di questo tipo.”

L’ultimo documento apparso, in data 15 settembre, sul sito di Tether, stilato dalla società di contabilità Friedman LLP, dimostrava che la società era in possesso di 443 milioni di dollari e 1.590 euro. La capitalizzazione in quei giorni si attestava a circa 420 milioni di dollari. Tuttavia, con l’aumentare della capitalizzazione della criptovaluta, le due società non hanno più dimostrato di possedere i relativi fondi necessari a coprirla.

Un’ulteriore prova che fa dubitare il CFTC, e molti altri operatori del mercato, è che Jan Ludovicus van der Velde sia il CEO di Tether e, anche, di Bitfinex (la società che emette USDT). Questo ha permesso ad alcuni di pensare che sia stato possibile manipolare il prezzo di Bitcoin negli ultimi mesi.

La questione verrà sicuramente risolta dagli organi di competenza, questo però mette sempre più in luce la necessità di regolamentare e creare delle norme che tutelino i diritti degli utenti.



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