importazione mining

I venezuelani non hanno più la possibilità di minare e sostenersi economicamente Maduro blocca le importazione di strumenti per il mining di criptovalute

Nicolas Maduro si pone a gamba tesa contro bitcoin. L’unica moneta che deve circolare in Venezuela deve essere quella controllata dal governo.

La storia dimostra che il controllo di una moneta è fondamentale per l’élite al comando. Fin dagli antichi romani, la moneta è sempre stata controllata in modo centralizzato. La moneta era un buonissimo strumento per gli scambi commerciali ed un ottimo metodo per misura l’estensione del regno e della propria economia all’interno dell’Europa passata.  Nonostante ciò, le critiche sono sempre state aspre verso il potere e il modo con cui questo controllava lo strumento dello scambio. Diogene riporta nelle sue memorie l’idea che i politici giocavano a dadi nel decidere l’emissione o la non emissione di nuova ricchezza nell’economia domestica. La prima crisi inflazionistica fu sotto Ottaviano Augusto.

In accordo Nietzsche, il tempo è ciclico e la storia si ripete.

Il dibattito pubblico in occidente richiama decisamente le analisi mosse da Diogene, quasi 2000 anni fa. Il controllo centralizzato dell’Euro, funziona o non funziona? Meglio una valuta singola controllata da un’entità sovrannazionale o una moltitudine di valute controllate da ogni Stato? Oppure, meglio una criptovaluta decentralizzata controllata dalla matematica?

In Europa, tutto sommato, si sta relativamente bene. Il nostro potere d’acquisto è diminuito nel corso degli anni, ma fortunatamente è contenuto. Bitcoin, come le altre criptovalute decentralizzate sono ancora uno strumento utile, ma non necessario.



Maduro, Venezuela e Iperinflazione

Ma nel resto del mondo? Torniamo in Venezuela. Con una inflazione galoppante che riduce drasticamente il potere d’acquisto e i risparmi della classe media venezuelana, una valuta capace di trattenere il proprio valore intrinseco, potenzialmente anche aumentandolo nel corso del tempo, è uno strumento necessario per impedire un climax di una crisi economica e sociale.

Come ha fatto Maduro ha limitare la proliferazione tra gli abitanti di Bitcoin? Limitando l’acceso a internet e bloccando le importazioni di GPUs.

Riportiamo integralmente il commento di Noticiero Digital: “ Il governo nazionale ha vietato tutte le importazioni di apparecchiature che potrebbero essere prese in considerazione per l’estrazione di criptovalute, inclusi computer, schede, processori, centrali elettriche, telefoni cellulari e apparecchiature elettroniche, quest’ultimo senza alcun motivo apparente.

In Venezuela, essendo uno stato parzialmente socialista, alcuni servizi pubblici sono gratuiti o parzialmente gratuiti per gran parte della popolazione.  Uno di questi servizi concessi è l’elettricità. Con questa premessa, molti cittadini hanno utilizzato questa soluzione per creare delle mining farm con l’intento di avere una rendita economica a fronte di una situazione monetaria disastrosa. Da quando si è insediata questo governo autoritario, la consapevolezza di uno stallo quasi permanentemente ha spinto molti a trovare soluzioni alternative per sopravvivere, compresa l’idea di diventare minatori di criptovalute.

Lo stesso Petro che doveva essere la soluzione tecnologica per rimediare alla diverse politiche economiche e fiscali fallimentari, non ha dato i risultati sperati. Quest’anno il paese risulta un 13.000% di iperinflazione, uccidendo la classe operaia del paese.



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