riciclaggio e bitcoin

Che relazione esiste tra Bitcoin e il riciclaggio?

In questo articolo cercheremo di sfatare il mito di Bitcoin come “principale” strumento per il riciclaggio di denaro. Ribadiamo il termine principale perché come ogni strumento di valore, parzialmente trasparente data la sua natura pseudo-anonima, può ovviamente essere utilizzato come mezzo per pulire il denaro sporco; tuttavia, analizzando alcuni dati potremmo dissociare la criptovaluta a questo scopo.

Economia sommersa e valuta fiat

L’economia sommersa sono tutte quelle attività economiche e commerciali che possono contribuire ad aumentare il prodotto interno lordo di un paese (PIL o GDP in inglese), ma che non sono soggette a tassazione poiché non regolamentate. Molto spesso capita che i proventi determinati da queste attività rientrano all’interno del circuito economico normale attraverso il riciclaggio di denaro.

Ancora più specifica è la classificazione desumibile dalla revisione dei manuali di contabilità nazionale, operata congiuntamente dalle Nazioni Unite e dell’Eurostat rispettivamente con l’SNA 93, il SEC 95 e il SEC 2010 che distingue le varie componenti dell’economia non direttamente osservata in:

  • Sommerso economico, ovvero l’economia legale che sfugge ai controlli della pubblica amministrazione per motivi legati all’evasione fiscale.
  • Economia illegale o criminale, ovvero le attività illegali secondo le norme penali o senza le autorizzazione necessarie per operare.
  • Economia informale, attività legali, generalmente composte da pochi soggetti, fatte in circostanze familiari e/o private.



Evidentemente le forme con cui gli agenti economici possono aggirare i controlli burocratici e fiscali sono diverse. Ma dato che si tratta sempre di attività e beni che vengono scambiati con un mezzo di valore, qual è il preferito da questi (agenti)? Il contante.

L’uso del contante contribuisce notevolmente allo sviluppo di economia sommersa e illegale. Uno dei motivi per cui la Svezia e la Danimarca hanno intenzione di avere una economia cashless entro il 2023 è proprio questo. Ai dati attualli, l’80% delle transazioni economiche vengono fatte su circuiti virtuali nei paesi scandinavi.

Al primo posto vi è la Grecia (22,4 %), Italia (20,1%), Spagna (18,2%) e Portogallo (17,6%). La Svizzera (6,5%) e gli USA (5,9%) hanno le performance migliori per l’anno 2015

Bitcoin e riciclaggio?

Eppure le gradi testate giornalistiche di tutto il mondo continuano ad affermare che Bitcoin e il suo principale utilizzo è quello destinato a comprare servizi o beni illegali, o peggio, a riciclare il denaro proveniente da queste (attività). Chiaramente come per tutte le tecnologie esistenti, il loro utilizzo può avere anche scopi negativi. Twitter viene utilizzato dall’ISIL per fare scouting. Dobbiamo quindi considerare Twitter il social network dei terroristi?

Sfatiamo un altro mito: la piattaforma di bitcoin, in cui avvengono tutte le transazioni è completamente pubblica. Chiunque può controllare ogni transazione da dove proviene e dove arriva. La differenza sostanziale che ogni utente ed il proprio portfolio è determinato da un codice alfanumerico. Questo determina la sua natura pseudo-anonima. Tuttavia, è possibile riuscire a collegare un indirizzo wallet all’IP con cui si è collegato. Diventa quindi possibile associare un wallet ad una area geografica, e cosi via, fino ad arrivare al possessore. Diventa quindi molto più facile rintracciare bitcoins che il contante.

Inoltre, la Commissione europea aveva iniziato nel 2015 una riflessione per migliorare gli interventi di contrasto al terrorismo, di riciclaggio e di evasione fiscale, attraverso una modifica della direttiva (UE) 2015/849 (IV direttiva antiriciclaggio) che includeva anche la materia legata alle criptovalute e agli exchanges.

Controllo sugli Exchange di Bitcoin e criptovalute

Il testo emendato della proposta della Commissione Europea COm (2016) 450 prevede che un Exchange possa operare solo se ha ottenuto una licenza o un’autorizzazione all’entità obbligata, sostituendolo all’art.47 della Direttiva UE 2015/859.

Gli Stati membri assicurano che i prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute legali, i prestatori di servizi di portafoglio digitale, i cambiavalute e gli uffici per l’incasso di assegni e i prestatori di servizi relativi a società o trust ottengano una licenza o siano registrati e che i prestatori di servizi di gioco d’azzardo siano regolamentati.

 



Diventa quindi chiaro che ogni exchanges deve assicurare allo stato membro un Know Your Customers (KYC) al fine di conoscere le identità di coloro che operano con le criptovalute. Questo crea la terza evidenza con cui si può scollegare l’idea delle criptovalute e di bitcoins a quella del riciclaggio di denaro.

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