criptovalute centralizzate

Quali implicazioni sulla privacy possono avere le criptovalute centralizzate?

Nel corso dell’ultimo anno molti Stati hanno avuto modo di sperimentare la contagiosa diffusione di Bitcoin e delle altre criptovalute entro i loro confini. Alcuni di questi, come il Giappone, hanno deciso di assecondare il progresso, rendendo le stesse (criptovalute) legali nella propria economia. Altri, invece, hanno intrapreso una strada contraria, cercando di limitare il loro impatto nella struttura economica domestica. Altri ancora hanno deciso di creare la propria criptovaluta in modo da creare un vero competitors rispetto a tutte quelle valute decentralizzate.

Quali implicazioni possono avere le criptovalute centralizzate sulla privacy di coloro che le utilizzano?

Criptovalute centralizzate: alcuni casi studio

Per iniziare vogliamo annunciare una notizia fresca di giornata. In Israele, il Tesoro ha appena comunicato durante un’intervista a Haaretz, la volontà di realizzare l’alternativa digitale della valuta nazionale, il Digital Shekel. L’idea è quella di realizzare entro i prossimi anni una economia completamente cashless.



Rimanendo sempre nei confini medio orientali, qualche mese fa, il Deputato Direttore Generale del Dipartimento Economico di Dubai ha riferito alla stampa locale gli sviluppi della propria criptovaluta statale, emCash. Questa criptovaluta è nata dalla partnership intrapresa tra emCredit e Object Tech sotto l’ombrello della Dubai Economy Accelerators. In accordo con le parole di Ibrahim, emCash serve a rinforzare l’identità finanziaria dell’economia locale ed accellerare l’economia smart, in continua crescita.

Spostandoci nel territorio sud americano, Nicolás Maduro Moros, attuale Presidente del Venezuela, ha cercato di limitare l’impatto dell’iperinflazione di tutti i beni di prima necessità nell’economia domestica, attraverso l’emissione di una criptovaluta centralizzata denominata Petro. L’idea quindi è di creare una cryptocurrency, ancorarla al valore dei beni di rifugio, come oro, petrolio e diamanti, per rimediare all’inevitabile deflazione monetaria, dovuta principalmente al dump dell’anno scorso del prezzo del greggio e al successivo default dei bond nazionali non performanti. 

Per finire, anche Russia ed Estonia stanno intraprendendo questo percorso di digitalizzare la propria struttura economica e finanziaria attraverso l’emissione rispettiva del crypto-Rublo e EST-Coin.

The Big Brother e le criptovalute centralizzate

Il grande fratello, in inglese The Big Brother, è la personificazione del concetto controllo coniata da George Orwell nel suo romanzo 1984. Nella società che Orwell descrive, ciascun individuo è tenuto costantemente sotto sorveglianza dalle autorità.

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.

Un registro pubblico e trasparente può essere sicuramente un buon strumento capace di contrastare fenoneni come l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro. L’idea quindi di una criptovaluta centralizzata basata su una piattaforma completamente cristallina può far gola a moltissimi governi, soprattutto se questa diventa privata e non più psedu-anonima.



Di per se, una criptovaluta centralizzata è concettualmente un ossimoro. Lo stesso ideale che ha spinto la creazione di questo sistema economico decentralizzato altenativo nasce dal movimento dei Cypherpunks degli anni 80′ che sognava la privacy totale dell’individuo, attraverso l’uso di internet.

Il trade-off (compromesso) è quindi evidente: il controllo centrale del circuito monetario di un sistema economico può ridurre alcuni problemi, a discapito della privacy individuale.

Utopia o distopia?

Molti governi stanno tutt’ora cercando di creare una società completamente cashless. Svezia, Danimarca, Nigeria e altri Stati entro il 2023 vorrebbero finire di realizzare il piano di digitalizzare l’intera economia. Inoltre, la centralizzazione dell’intero circuito monetario è concretamente realizzabile tramite l’utilizzo di una criptovalute centralizzata.

Lo scenario possibile da questa rivoluzione tecnologica diventa quindi duplice ed antitetico.

La realizzazione di un circuito economico completamente centralizzato, capace di demolire fenomeni come riciclaggio, corruzione ed evasione. Questo, in una cornice democratica, capace di garantire un giusto compromesso tra controllo, privacy e libertà personale dell’individuo, attraverso l’applicazione e il rispetto di norme liberali.

Oppure, la frattura della privacy e libertà economica individuale, in una cornice non completamente democratica e liberale.



Sarà il circuito monetario decentralizzato a prevalere su quello centralizzato, o viceversa?

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